Crema tra le Mura da salvare e il centro storico… sì da chiudere, ma soprattutto alle biciclette come chiedeva Bruno Bruttomesso

Crema tra le Mura da salvare e il centro storico… sì da chiudere, ma soprattutto alle biciclette come chiedeva Bruno Bruttomesso

Allora mentre le Mura (davvero non ci sono soldi o, non esiste una soluzione alternativa per provare a salvare le cinte murarie cremasche?) intorno a Crema, statica capitale del Granducato del Tortello (in particolare in vari punti dei Giardini Porta Serio e in via Stazione) beh purtroppo sempre più in rovina sembrano sul punto di crollare da un momento all’altro, ecco in città tiene banco l’ipotesi di chiudere totalmente il centro storico alle auto.

Disegno questo che, ecco a fasce allargate, controllate e studiate ad hoc per preservare la vita ai commercianti (ma si pensi pure ai commessi e alle commesse che anche queste figure professionali meritano rispetto e attenzioni, no?), mah malaccio non sarebbe. Ovviamente comune e associazioni di categoria devono sedersi intorno a un tavolo e abbozzare una soluzione. Ma fare qualcosina è sinonimo di menti aperte: novità assoluta questa tendenza (cara agli assessori Fabio Bergamaschi e Matteo Gramignoli) e positivissima per il Granducato, no? Intanto arginare l’ondata di auto che prende d’assalto, talvolta, il piazzale antistante le poste centrali di Crema è cosa buona e giusta. Che da quelle parti spesso c’è più traffico che agli autogrill a Ferragosto e … un pochino pelandroni (con vicino i parcheggi del Famila e la Buca potremmo evitare di andare in posta automuniti) noi cremaschi, tutti o quasi maratoneti preferiamo ignorare il moto allorquando (invece) potremmo (fa bene alla salute) camminare un pochino di più.

Tempo fa, durante il suo mandato a sindaco, il dottor Bruno Bruttomesso (persona illuminata, illuminante, perbene, lungimirante e intelligente) lanciò l’ipotesi di vietare il centro storico alle biciclette che, certi ciclisti scambiano via Mazzini e via XX Settembre per il Velodromo e i pedoni per birilli da bowling. Allora se da un lato creare una zona a traffico limitato per così dire a fasce e scomparti sa da fare e farsi, chiudere immediatamente da Porta Serio a Porta Ombriano alle bici, obbligando quindi a proseguire … con cicli a mano, sì è cosa buona e giusta o, comunque da azzardare.

Ribadendo per chiudere, un concetto rubato dal titolo di un vecchi libro di Renato Crotti detto Tato… noi Cremaschi siamo strana gente e temiamo il cambiamento, vorremmo solo staticità nel Granducato e comodità. E possibilmente l’opportunità di recarci in via Mazzini per comprare un jeans o per vedere l’effetto che fa posteggiando l’auto (magari noleggiando un bel macchinone per l’occasione) direttamente sulla porta della boutique. No?

Stefano Mauri

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