Enzo Iacchetti da Castelleone, (quando torna nella Bassa Cremonese pranza alla Pellegra) ricorda Costanzo: “Gli devo tutto, senza di lui avrei fatto il tabaccaio”

Enzo Iacchetti da Castelleone, (quando torna nella Bassa Cremonese pranza alla Pellegra) ricorda Costanzo: “Gli devo tutto, senza di lui avrei fatto il tabaccaio”

Tra gli invitati alla serata evento in commemorazione di Maurizio Costanzo, andata in onda martedì sera 20 febbraio su Canale 5, a quasi un anno dalla morte del grande giornalista, ovviamente, c’era pure Enzo Iacchetti da Castelleone, comico lanciato proprio da Costanzo, tanti anni fa. Così, l’attore cremonese, per l’ennesima volta è entrato al mistico teatro Parioli. E ha raccontato la sua esperienza al Corriere della Sera.: “Mi si è aperto tutto il corpo, non solo il cuore. Solo che mi sembrava assurdo non trovare Maurizio, per me doveva essere lì, mi aspettavo di vederlo. Sono arrivato nel punto in cui di solito ci incontrava, dove c’era il suo studio. Ma non sono voluto entrare, non ce l’ho fatta. Quando è morto, ho pianto per tre giorni, non riuscivo a smettere. Ci sono due persone che per me non sono davvero morte: mia madre e lui. Professionalmente. Il Maurizio Costanzo Show era la mia ultima chance: avevo 39 anni, un figlio di tre e avevo già fatto tutti i provini del mondo. Anche a quello per il Costanzo show mi scartarono… non c’era lui. Così, per rabbia, abbandonai lì i miei testi, il mio materiale. Dopo un mese mi richiamarono. Mi ero già messo in testa di aprire un bar tabacchi sul lago Maggiore, magari con un palchetto su cui, chi voleva, avrebbe potuto esibirsi. Quando arrivò la chiamata spiegai che ero già stato a Roma e che mi avevano già scartato ma la caporedattrice dello show disse che aveva letto quello che avevo spedito, non sapeva che in realtà l’avevo abbandonato, e che mi faceva fare una puntata: se a Costanzo fossi piaciuto avrebbe fatto un cenno con un dito in trasmissione e sarei tornato. Aveva inventato il like. Io avevo molta soggezione, ma lui sul palco aveva succhiato tutto quello che avevo preparato. Poi mi aveva raggiunto in camerino dicendomi di chiudermi in albergo e produrre quanto più materiale possibile: verrai tre volte a settimana. In quattro giorni la mia vita è cambiata: mi fermavano per strada, mi riconoscevano. Pensavo di fare una puntata, ne ho fatte 187. Lo amavo e gli chiedevo consiglio per tutto. Questo lavoro lo devo accettare?” E lui (imitando la sua voce): Sì ma chiedigli un tacco di toldi… Mi rispondeva”.

Così parlò l’Enzino nazionalpopolare, ancora di casa (ha dei parenti), nella sua Castelleone, laddove, quando può, si concede una tappa ristoratrice, mangiando nostrano, all’Agriturismo ‘Cascina Cantone’ in quel della Pellegra. 

stefano mauri

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