La ricordate “La Pierina”: principe azzurro cercasi secondo il giornalista Renato Crotti. E farci un centro sportivo con nuovo stadio annesso?

La ricordate “La Pierina”: principe azzurro cercasi secondo il giornalista Renato Crotti. E farci un centro sportivo con nuovo stadio annesso?

E’ la Cenerentola cremasca. Ha avuto pure lei un padre ricco. Stessa sorte dopo la morte del genitore: i familiari l’hanno umiliata, obbligandola a svolgere i lavori più umili. Rispetto alla favola resa celebre da Disney, cambia solo il nome. La nostra malcapitata si chiama Pierina. Flashback. Siamo nel1932. Sette operai decidono di investire 82.000 lire. Acquistano a Crema un vecchio stabilimento dismesso tra via del Mulino e viale Santa Maria dove si producevano chiodi per ferri da cavallo. I sette temerari fondano la “Società Anonima Serio”. Iniziano a produrre macchine da scrivere. Nel 1934 nasce la “Everest 42”. Un successone. La “Serio”, all’apice del successo, conterà 600 dipendenti. Dagli anni Cinquanta, il declino. Nel 1960 Olivetti compra la Serio e sbarca a Crema. Il suo fondatore, Adriano, imprenditore lungimirante e visionario, è morto da poco. La costruzione dello stabilimento di Crema inizia nel febbraio del 1969. Progetto realizzato da Marco Zanuso, Eduardo Vittoria e dal giovanissimo Renzo Piano. Olivetti acquista anche un’area di circa 370mila mq. Il pacchetto comprende pure una vecchia cascina, ceduta in comodato gratuito al Gruppo Sportivo Ricreativo Olivetti. Ecco la nostra Pierina. Segue articolo al link: https://www.renatocrotti.it/2021/05/10/la-pierina-cenerentola-cremasca-principe-azzurro-cercasi/

Questo l’interessante pensiero scomposto di Renato Crotti, giornalista, scrittore e opinionista, in merito al bellissimo, ma da recuperare, polmone verde della “Pierina”, area appunto da restituire alla città ubicata in periferia, tra i quartieri di Santa Maria della Croce, Santo Stefano e via Bramante. Ohibò, poiché non si pensa, coinvolgendo le maggiori società calcistiche cittadine (senza escludere quelle del Granducato del Tortello comunque), di realizzare da quelle parti, un centro sportivo polifunzionale, aperto a tutti (certamente con aperture più flessibili rispetto a quelle in uso oggi alla nuova pista di atletica del quartiere Sabbioni) con un occhio di riguardo ai campi da calcio e al nuovo stadio (per carità il glorioso Voltini è affascinante, ma è un pochino anacronistico, no?) moderno, con capienza contestualizzata alla serie C e accogliente?

stefano mauri

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