“Sembra l’inizio di una barzelletta ma i tre personaggi sono realmente esistiti ma, pur essendo tra loro contemporanei (hanno condiviso tutti la prima metà del 1800) non si sono mai incontrati né conosciuti, eppure un nesso li lega l’uno all’altro.
Il primo era Samuel Colt universalmente noto come l’inventore del revolver, titolo usurpato in quanto il suo brevetto fu registrato tra il 1835 ed il 1836 mentre il cremasco Cesare Rosaglio già nel 1829 fabbricò un fucile a ripetizione riprodotto in diverse copie di cui sono sopravvissute 3 o forse 4 esemplari . Ad ulteriore prova della millantata primogenitura vantata dal Colt esiste un altro precedente nella paternità dell’invenzione : tale Antonio Broccu nato a Gadoni , in provincia di Nuoro un artigiano con una spiccata passione per la meccanica che lo portò a realizzare diverse invenzioni tra cui nel 1833 – due anni prima di Colt ma quattro anni dopo Rosaglio – una pistola a quattro colpi e con quattro canne , non propriamente una rivoltella ma qualcosa che le si avvicinava . Invitato dal Re Carlo Alberto ad illustrare la sua invenzione per un possibile utilizzo militare, intimorito, non si presentò all’audizione e non depositò il brevetto, finendo presto dimenticato. In realtà esistevano già alcuni prototipi di armi corte o lunghe a ripetizione ma funzionavano innesco mediante acciarino a pietra focaia , mentre l’innovazione importante di tutti e tre gli. inventori citati si basava sulla percussione come innesco.
Ma torniamo al nostro concittadino Cesare Rosaglio inventore, ma anche scrittore e industriale, ed alla sue invenzioni . L’amico Luigi Dossena ne aveva già parlato nei suoi articoli e la faccenda è risaputa da tempo, ma fino ad oggi non esistevano immagini dell’arma Si sapeva dell’esistenza di tre esemplari : uno conservato presso i depositi dell’Armeria Reale di Torino , un altro dovrebbe essere esposto al pubblico nell’Armeria del Museo Correr a Venezia ed un terzo in una collezione privata a Crema. La novità è che effettuando ricerche sul web è salata fuori una quarto esemplare , venduto ad un’asta a Praga l’anno scorso per circa 14000 euro . Ho ritrovato anche un documento nella nostra biblioteca riguardante il brevetto dell’invenzione di Cesare Rosaglio che però riguardava il solo Lombardo Veneto e non fu esteso all’estero e dunque perse efficacia .
Nel 1848 il Rosaglio presentò anche un progetto di mitragliatrice in grado di sparare 300 colpi al minuto di cui però non risulta siano stati prodotti prototipi funzionanti .
La storia di Rosaglio e Broccu lascia però un retrogusto familiare. Dopo il celebre “scippo” dell’invenzione del telefono da parte di Alexander Graham Bell ai danni del nostro Antonio Meucci, scopriamo qui come un altro americano, Samuel Colt, sia riuscito a costruire un florido impero sfruttando (e capitalizzando) le intuizioni di due geniali italiani. Tra timori reverenziali, brevetti limitati ai confini locali o mai depositati, emerge una costante storica evidente: da sempre, noi italiani abbiamo una straordinaria capacità di inventare, ma incontriamo enormi difficoltà a trasformare le intuizioni più geniali in vero e proprio cash
Le immagini del brevetto provengono dalla Biblioteca Gallini di Crema , mentre le fot del fucile provengono dal sito d’aste di Praga Antikvity”.
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