Lo strano caso di Ripalta Cremasca: il paese del Cremasco ad alta vocazione birraia. E ci sono pure le AgriBirre e la Mostaccina per i Tortelli Cremaschi

Lo strano caso di Ripalta Cremasca: il paese del Cremasco ad alta vocazione birraia. E ci sono pure le AgriBirre e la Mostaccina per i Tortelli Cremaschi

Il Birrificio del Distretto Crema nasce ed è tuttora operativo a Ripalta Cremasca, ed è denominato “ The Beer District “, progetto, visione, disegno di Matteo Forgione, e dei suoi soci – compagni d’avventura Nadir Ferrari e Mattia Pedrini.

Il “Distretto” ha preso forma nel 2019, con l’ambizione di creare un birrificio identificativo del territorio e dei cittadini, che affondi le sue radici nel terreno cremasco, nelle sue tradizioni, gusti e valori affiancando la birra artigianale autoctona ad altri prodotti di forte connotazione nostrana tipo i “Tortelli Cremaschi”, “Il Salame Nobile” e il “ Salva Cremasco.

Macchine e processi per la lavorazione, l’imbottigliamento e la conservazione sono stati selezionati per poter garantire una produzione in completa armonia con l’ambiente circostante e conforme alle normative vigenti.

I principali investimenti futuri saranno relativi all’acquisizione di ulteriori macchinari utili sia alla produzione che al confezionamento. Concepito in maniera “out the box”, oltre a un birrificio, la realtà, giovane, frizzante in costante evoluzione di Ripalta è pure una Tap Room, ovvero uno spazio dove compiere un’esperienza immersiva a 360 gradi: consumare birra prodotta all’interno del locale stesso, viverne il processo di creazione, trascorrervi del tempo di qualità con la propria famiglia o gli amici.

Alla base di questa visione c’è una forte componente comunicativa, perché questi spazi diventino la vetrina dell’azienda e i luoghi in cui dare vita ad un vero e proprio marketing esperienziale.

Insomma, la Tap Room è la sede in cui conoscere i prodotti di The Beer District e magari provare, in presa diretta, la già mistica Mostaccina, birra che deve il suo nome al famoso biscotto cremasco, omaggio alla città di Crema e al Belgio. Due note su questa specialità? Al naso l’aroma è complesso: note dolci dei malti, alcoliche e speziate grazie al lavoro del lievito e delle spezie aggiunte in bollitura. In bocca il giusto equilibrio tra secchezza e dolcezza dei malti ben si sposa con il basso tenore di amaro donato dal luppolo. Una carbonazione pungente e un corpo morbido invogliano al secondo sorso. Una birra da abbinare a selvaggina, formaggi e primi piatti saporiti come il Tortello Cremasco!

Sempre in territorio ripaltese, l’agriturismo, o meglio, l’agribirrificio La Torre di Lauro Pandini, sì, senza dubbio è un’altra grande, bella e propositiva Eccellenza cremasca da esportazione.

Da quelle parti si producono mediamente circa 50 litri di birra, agreste e cremasca, a settimana: per il consumo interno nell’attività agrituristica e per la vendita.  Particolare non indifferente: tanto la maltazione dell’orzo, quanto la birrificazione, attraverso un efficace impianto, senza dimenticare l’imbottigliamento, in quel de “La Torre” sono interni.

Ah … pare, tra le altre cose, che il Salame Cremasco del Lauro, beh sia tra i migliori del Granducato del Tortello: degustare per credere.

stefano mauri

 

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