Mauro e la sua Micra, il fascino indiscreto delle belle cipriote

Mauro e la sua Micra, il fascino indiscreto delle belle cipriote

Ero li che spiegavo l’efficacia dei metodi contraccettivi ad uno scodellino di macedonia, quando mi accorgo di non aver ancora ritagliato dei pezzettini di carta colorati per finire il mio mosaico raffigurante un cormorano adulto che nel becco tiene un piccolo di Leopoldo Mastelloni.

Comincio a patire le pene dell’inferno allora decido di aprire il frigo e spalmare un po’ di caprino sulle lenzuola, le prendo ne faccio un fagotto e le butto in lavatrice. Con fare compiaciuto provo pietà per me stesso e decido di battermi a una partita di pari e dispari. Perdo e per dimenticare decido di tagliarmi usando coltello e forchetta un pezzettino di polpastrello della mano sinistra e controvoglia me lo infilo in tasca a farlo fermentare

Ad un certo punto un suono decoroso e pieno di dignità riecheggia nella stanza. Decido di fare finta di nulla e comincio a sfogliare nervosamente un carnet da dieci di biglietti della metropolitana di Milano. Dopo un ora che ripeto quel movimento in modo macchinoso mi accorgo che al mio fianco ci sono una decina di persone che mi dicono che sono li ad aspettare la metro.

Praticamente ero cosi assorto nei miei movimenti che non mi sono accorto che casa mia praticamente è  diventata la stazione di San Donato.

Saluto una signora con i lineamenti marcati come solo i ciprioti sanno fare e lei mi mostra il pugno chiuso, comincia ad oscillarle e mi dice che sta facendo ginnastica.

Io la ringrazio e lei mi dice di essere molto potente dalle sue parti.

Io allora decido di vestirmi uguale a lei. Lei allora mi dice che visto che le somiglio per il bene di tutti è giusto che vado a consegnare un cestino contenente tapioca e cummino al suo padre putativo che vive ad Agrate Brianza in una casa datagli in dotazione dal comune.

Io la accontento subito e fingo di sparare in alto unendo le dita. Prendo la metro fino a casa mia ,prendo la micra mi preparo un panino duro dei conigli tagliato con dentro due cannoncini che ho comprato da Samanni e parto per Agrate Brianza.

Comincio ad annusare e subito scopro l’intenso profumino che la casa comunale emanava nel viale alberato. Salgo le sale bacio appassionatamente un anziano che stava tossendo , lui mi sorride e mi dice che per essere novembre non fa tanto freddo. Io faccio un giro su me stesso e gli dico che nonostante tutto possiamo anche continuare a vederci, lui impreca mi soffia parole amare in viso e per scusarsi mi regala un salamino Beretta.

Arrivato a casa del padre putativo mi accoglie una donna vestita di tutto puntino, vestaglia a fiori e omogeneizzato al coniglio a portata di mano. Mi dice di consegnarle tutto il bottino, e comincia a mangiarne tutto il contenuto a bocca aperta, facendo tantissime briciole, la sua fame non finisce mai e ad un certo punto mangia pure me e comincia a dire che fameee da lupiiii

Ad un certo punto la signora mangia anche il cacciatorino Beretta.

Ormai sono morto. Poi pero arriva la donna cipriota e dice che è tutto uno scherzo, che alla fine lei voleva raccontare la storia di cappuccetto rosso alla gente che c era in metro con lei per ingannare il tempo, e io gli servivo per render il tutto reale. Io non capisco ma tutti comincian a battermi le mani fortissimo allora prendo dei pastelli a cera e disegno in terra una piccola staccionata e comincio a saltarla.

Mi sento invincibile, sicuro come non lo sono mai stato e decido di dire alla cipriota che la amo.

Lei mi da un bacio in fronte e mi dice che per lei sono stato solo uno dei tanti, mi sorride e comincia a cantare sotto voce una canzone di Gigliola Cinquetti che non conosco…. Piano piano il vento la porta via lontano da me.

Il ricordo di quella giornata rimarra’ per sempre impresso nel mio cuore…torno a casa, mi metto la giacca a vento e spengo i termosifoni preparo una bella padellina di asparagi e me li rovescio addosso . ad un certo punto sento dei rumori nel cassetto sotto il letto, lo apro e dentro c è uno studioso del primo anno di medicina dell’universita’ di Padova che mi dice che vuole fare un gioco… io accetto e tiro su le braccia vicino al corpo nella classica posizione che fanno i coniglietti e lui decide di operarmi al cuore…. Mi toglie il cuore e me ne mette un altro . Poi mi da una pacca sulla spalla mi chiede se mi da fastidio l’odore del fumo…aspetta che rispondo affermativamente e si accende una sigaretta. Io tossisco  lui mi guarda soddisfatto e mi fa il gesto dell’ombrello, poi  cva in cucina si prepara una minestra e comincia a girarci dentro fortissimo il cucchiaio fino a farla uscire tutta cosi mi sporca tutto il pavimento.poi se  se ne va fingendo di nuotare in quel laghetto di brodo

…ormai non avevo piu’ nemmeno il ricordo della cipriota nel cuore… Non mi rimaneva piu’ nulla.

Poco male mi dico ho sempre i cannoncini di samanni in frigo.

Apro il frigo e mi accorgo che non ne ho piu perche gli ultimi li avevo mangiati Quando sono andato ad Agrate. Anche se non mi ricordo piu a fare cosa…… ( non avevo nemmeno piu’ i ricordi di quella dolce cipriota)

Luc Merenda

 

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