Mauro e le Nudelle, anche Giovanna d’Arco fece il cambio degli armadi

Mauro e le Nudelle, anche Giovanna d’Arco fece il cambio degli armadi

QUI la prima parte della trilogia delle Nudelle

Ero li che sbattevo fortissimo le palpebre per vedere se riuscivo a far apparire un gruppo di cagnolini sul tavolo da biliardo che avevo messo in salotto, quando ad un certo punto un barista con fare supponente si avvicina alla mia dimora.

Mi guarda civettuolo e nitrisce come solo un ronzino dedito all’autoerotismo potrebbe fare.

Io vestito di tutto punto lo guardo con fare biricchino e apro i rubinetti di casa. Allago il salotto e comincio a nuotargli attorno.. Il barista con i peli ormai tutti bagnati si mette a vagire come un bambino infreddolito, allora diventiamo amici e seppelliamo l’ascia di guerra.

Ci sediamo entrambi sulla stessa sedia e mi confida che normalmente lui non esce mai di casa e che questo è stato un caso molto raro.

Gli preparo un Aperol e lo rovesciamo in terra.Facciamo due partite a pari e dispari e pareggiamo…

Ormai era passata una settimana da quando il barista pascolava libero nella mia magione, quindi ci tagliamo la barba e i capelli a vicenda e con fare liturgico guardiamo diverse operette cercando di scacciare il maligno dai nostri pensieri. Ci sediamo sulla mia Micra parcheggiata in salotto e ci annoiamo sui sedili posteriori annusando l’odore di nuovo che fuoriesce dai sedili.

Solo dopo esser stato rasato di tutto punto e esser inebriato dai profumi della mia nissan il barista mostrandomi il suo corpo nudo con una vemenza che solo Meucci dopo l’invenzione del telefono potrebbe avere decide di vuotare il sacco.

Mi confida di esser venuto li non per celia ma perché dettato da una sete di sapere pari a quelle di un genitore che vedo il suo primo genito baciare con passione un fagiano senza emettere alcun gemito.

Io gli confesso di avere paura del suono dei tamburi e dell’acqua alta dove non ci tocco e lui allora si rilassa, mi costruisce un cappellino da esploratore usando il fustagno delle sue brache e mi dice di volersi sciaquare la bocca con del tantum verde per essere piu’ pulito e potermi finalmente confessare tutto.

Io sfinito e con fare desueto gli faccio vedere con che precisione riesco a rompere delle noci usando un martelletto. Lui applaude fortissimo e da quell’applauso come per magia esce lo spirito della sua voglia di narrare.

Allegro mi confessa di esser fuggito da un vagone di una macchina a vapore senza saperne il perché. Forse per noia o forse per respirare il profumo di un battesimo o di una pacca sulla spalla data da un forense di cui non conosce nemmeno il nome… il barista mi dice di voler essere nuovamente un bambino il giorno di carnevale , con una parsimonia di un anziano che parcheggia nei pressi di piazzale rimembranze io decido di donargli il mio sapere. Ottobre era ormai alle porte, quindi decisi di donargli il calore del mio cuore , lo copro con un lenzuolo e con un gesto d’amore gli faccio un caloroso applauso, verso lagrime al sapore di legume e lui capisce che sono una persona onesta.

Si alza e comincia a parlare in terza persona.

Ormai ci fidiamo l’uno dell’altro decidiamo allora di girare un videotape della nostra amicizia…

Appoggiamo la telecamera sul tavolo da biliardo e salutiamo l’obbiettivo.

-questo si che è un bel modo per suggellare la nostra nuova amicizia Mauro!

-Hai proprio ragione barista!

-Forse come ci siamo spogliati delle nostre inibizioni ora dovremmo spogliarci anche dei nostri vestiti

Ci denudiamo come un violento saladino davanti ad un pentolone stracolmo di ogni ricchezza potrebbe fare.

I nostri corpi nudi vengono ripresi dalla telecamera che ci guarda con occhio dubbioso…

Poi tutto nero….

Partono le risate ahahahahhahahahhaahhaah

Hahahahaha

Ahahah

Non capisco…

Il barista in realtà non era un barista Bensi era una delle nudelle vestita da barista solo per denudarmi e deridermi in rete davanti a tutti.

Fugge lontana ma prima mi vomita sul tappeto.

Io piangendo le sorrido e mi scappa una favola.

Guardo sconvolto il tappeto e mi accorgo che il suo vomito è diventato un messaggio:

-Sam il tuo samoiedo è nostro se vuoi rivederlo preparati al grande scontro con la capa delle nudelle che avverrà giovedi all’aperitivo al bar Verdi!

Vestiti di tutto punto e spogliati delle tue inibizioni Calbernazzi Mauro. Io allora prendo un panino e comincio a sbriciolarlo fino al bar verdi come un moderno pollicino… ma dietro di me qualcuno ha colto tutte le briciole e ne ha rifatta una splendida pagnotta… Stasciu il senza tetto ghiotto di pane duro

(2-continua)

Luc Merenda

 

 

 

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