Mondi di Carta, un volo di colombe da il via simbolicamente alla decima edizione

Mondi di Carta, un volo di colombe da il via simbolicamente alla decima edizione

Con la cerimonia in Piazza Duomo, alla presenza delle autorità e della Banda Giuseppe Verdi di Ombriano, è stata svelata la scultura segreta simbolo della decima edizione de I Mondi di Carta dedicata alle “Visioni Future”: è “Volo di Colombe” di Floriano Bodini.

L’opera, realizzata originariamente per la nuova sede dell’Agip di San Donato, è una fusione in bronzo dalle proporzioni monumentali, capace di esprimere il dinamismo dei volatili che portano un messaggio sacro di amore, unione e speranza.

La colomba è oggetto degli studi dello scultore dal 1968, quando comparve come elemento fondamentale nella celebre scultura “Ritratto di un papa”, conservata ai Musei Vaticani.

“Volo di colombe”, eseguita in bronzo nel 1997, esprime appieno tutte queste caratteristiche unite ad un armonioso contrasto fra la leggerezza e lievità del soggetto rappresentato e la forza plastica e durevole del bronzo.

La tradizione dello svelamento della statua misteriosa per I Mondi di Carta è iniziata nel 2013 con “Ingrana la Prima” di Aldo Spoldi ed è proseguita nel 2014 con “Spazio Tempo” di Francesco Panceri. La terza edizione è stata inaugurata da “Adamo ed Eva” di Francesco Messina. Nel 2016 è stata la volta di “Capsica Red Light” firmata da Giuseppe Carta. Il 2017 è stato l’ano di “Sfera con sfera” di Arnaldo Pomodoro. Nel 2018 “Grande Cardinale Seduto” di Giacomo Manzù. Nel 2019 “Black Hands with the Lights Signs” di Maïmouna Guerresi seguita nel 2020 da “Lady Macbeth” di Francesco Messina e da “Le Alpi” di Paolo Borghi nel 2021.

Si ringraziano Studio Copernico e Area\B per aver reso possibile questa eccezionale tradizione che, anno dopo anno, riempie di bellezza ed emozione il cuore di Crema.

Biografia dell’artista

Floriano Bodini nasce l’8 gennaio 1933 a Gemonio. La famiglia si trasferisce a Milano nel 1936, città in cui Floriano inizia gli studi. Già dagli anni ‘50 con Guerreschi, Vaglieri, Romagnoni, Ceretti, Ferroni e Banchieri, anima e vive il gruppo milanese di giovani artisti definito “realismo esistenziale”. La prima mostra personale è nel 1958 a Gallarate, con presentazione di Giuseppe Guerreschi.

Nel 1964 per edizioni “I Quaderni di Imago”, esce la sua prima monografia, a firma di Luciano Bianciardi e Duilio Morosini. L’insegnamento ha un’importanza fondamentale nel suo percorso: dapprima al Liceo Artistico e successivamente all’Accademia di Brera e poi a Carrara. Lascia l’insegnamento a Carrara per assumere la Cattedra di Scultura al Politecnico di Architettura di Darmstadt. Il rapporto con la Germania perdura nel tempo fino alla realizzazione del grande monumento a I Sette di Gottinga nella piazza del Parlamento in Hannover, nel 1998. A partire dal 1970, dopo il legno e il bronzo, la sua ricerca si affina nell’uso del marmo, materiale essenziale per il ciclo delle grandi opere pubbliche, che inizierà negli anni ’80, tra cui il Monumento a Stradivari per la Città di Cremona (1999). Nel 1999 viene inaugurato il Museo Civico Floriano Bodini, con una donazione di opere sue e di suoi contemporanei e un’ingente collezione di libri. Scompare il 2 luglio 2005 a Milano. Il 2 Novembre 2007 Milano gli assegna l’onore del Famedio al Cimitero Monumentale.

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