Offanengo, grazie all’azienda, innovativa e aperta alle nuove generazioni VHIT, come la Silicon Valley… ha ospitato un hackathon

Offanengo, grazie all’azienda, innovativa e aperta alle nuove generazioni VHIT, come la Silicon Valley… ha ospitato un hackathon

Operativa, attiva nel settore automotive (progettazione, produzione e vendita di pompe del vuoto e pompe idrauliche e componenti meccatronici) e, sensibile, molto attenta alla Ricerca, Innovazione e Sviluppo, in particolare nel campo delle nuove tecnologie e applicazioni meccatroniche, la VHIT di Offanengo (provincia di Cremona, a 5 chilometri da Crema) rappresenta una bella realtà (produzione – ricerca – vendita – assistenza) aperta al dialogo, interattiva e sinergica (grazie agli input lungimiranti dell’ingegner Corrado La Forgia, vicepresidente di Federmeccanica e amministratore delegato e direttore industriale della realtà industriale offanenghese) col pianeta scuola e i giovani. Ebbene per capire cosa è stato fatto, da quelle parti della Bassa Lombardia recentemente, con l’ingegner Riccardo Sesini (Responsabile Industria 4.0 ente ICO MFI), volentieri abbiamo fatto due chiacchiere.

Nei dettagli cosa avete organizzato in stabilimento nei giorni scorsi?

In pratica si è tenuto un hackathon, vale a dire un evento basato sulla competizione che ha come scopo quello di raggiungere un obiettivo in tempi molto brevi. Nello specifico lo scopo era quello di sviluppare dei prototipi di soluzioni digitali, hardware e software, da applicare ai nostri processi produttivi o ai nostri prodotti automotive e la durata è stata di 2 giorni full time. Per full time si intende che i partecipanti hanno lavorato giorno e notte per raggiungere l’obiettivo, ovviamente in modalità ibrida (in presenza e da remoto) per ragioni legate al covid.

La peculiarità di tale evento, molto diffuso in Silicon Valley (California) in ambito di sw innovation, è quella di essere incentrato sui concetti di open innovation e peer-to-peer: i partecipanti (50 persone di VHIT e 23 tra studenti universitari e IIS) sono stati divisi in 9 gruppi (5-6 VHIT e 2-3 studenti per gruppo) e si sono confrontati liberamente, senza alcuna gerarchia o remora dovuta all’età o all’esperienza, per trovare la miglior soluzione nel minor tempo possibile. Ciò ha determinato tra persone che non si conoscevano una collaborazione immediata, basata su creatività ed ingegno; le abilità dei professionisti di VHIT si sono sposate molte bene con le conoscenze e l’intraprendenza degli studenti e il confronto tra punti di vista diversi ha dato origine a risultati impressionanti: in molti casi i prototipi sviluppati in soli due giorni hanno raggiunto un livello di maturità avanzato e verranno sicuramente utilizzati da VHIT come punto di partenza per la creazione di soluzioni industriali per i processi ed i prodotti.

Quali scuole avete coinvolto?

Sia studenti universitari provenienti dai corsi di Data Science, Ing, Informatica o Elettronica degli atenei del Politecnico di Torino (PolitTO), Università Bicocca (UniMIB) e Politecnico di Milano Graduate School of Business (MIP) e studenti provenienti da Istituti di Istruzione Superiore (IIS) di Crema – Galileo Galilei e Cremona – Janello Torriani.

Che impressione vi hanno fatto gli studenti?

Siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla preparazione degli studenti, sia universitari che superiori, dimostrando ancora una volta l’alto valore della Scuola Italiana. L’hackathon è riuscito a far esprimere l’alto potenziale del territorio, molte volte nascosto o bistrattato, ma comunque sempre presente; ciò si è espresso nella capacità di formulare ed utilizzare algoritmi complessi inerenti alle più recenti conoscenze di Intelligenza Artificiale e nell’ottima dimestichezza e capacità di interazione con i più recenti linguaggi di programmazione come Python o C++. I contributi sono arrivati in egual misura sia dagli studenti universitari che da quelli superiori; si sono mostrati molto creativi e vogliosi di sperimentare quanto appreso durante i loro studi. Infine va sottolineata l’intraprendenza dimostrata dai ragazzi, che hanno saputo in soli due giorni sviluppare prototipi funzionanti, utilizzando le più recenti conoscenze e tecnologie digitali.

In generale le nuove generazioni in età scolastica conoscono e hanno dimestichezza con le nuove tecnologie?

Assolutamente sì, le nuove generazioni sono molto preparate sia da un punto di vista teorico che pratico. Penso che le nuove tecnologie facciano parte della loro vita di tutti i giorni e per tal motivo ne dimostrano una facilità di utilizzo anche in ambito lavorativo, a volte superiore a quella di professionisti navigati.

stefano mauri

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