PolentAnffas chiude con il botto. Ora la festa continua

PolentAnffas chiude con il botto. Ora la festa continua

Quasi duemila porzioni di polenta, millesettecento tra pietanze a base di stracotto d’asino, salsiccia, costine, altre milleduecento tra spiedo, salamelle, strudel e vino. Sono questi i numeri della dodicesima edizione di PolentAnffas. La manifestazione culinaria, voluta dalla sede cremasca dell’Associazione nazionale famiglie di disabili intellettivi e relazionali e realizzata grazie al sostegno di Credito Cooperativo di Caravaggio Adda e Cremasco – Cassa Rurale e del Parco del Serio, è giunta al termine anche quest’anno, dopo otto giorni di prelibatezze consegnate a tantissimi sostenitori. Al netto delle spese sostenute, sono stati raccolti oltre 10 mila euro: ora verranno impiegati per la risistemazione della nuova sede del Servizio diurno alternativo.

“E’ stata un’edizione diversa” ammette la presidente dell’aps Daniela Martinenghi “Complicata, per certi versi: una vera scommessa”. Causa Covid, PolentAnffas si è fatta d’asporto. “L’organizzazione ha visto alternarsi oltre 50 volontari, tutti preziosi, tutti essenziali per la buona riuscita dell’iniziativa. Abbiamo incontrato diverse difficoltà, ma insieme non abbiamo mai pensato di mollare. Ce l’abbiamo fatta tutti insieme ed il risultato ha superato ogni nostra aspettativa. Abbiamo incontrato tante persone che hanno scelto di mangiare il cibo da noi preparato, tanti amici che hanno voluto condividere il nostro impegno per un mondo più inclusivo. Grazie a quanti hanno partecipato, grazie ai sostenitori della nostra associazione. PolentAnffas d’asporto è stata una vera sfida, ma le persone con disabilità e le loro famiglie sono abituate ad affrontare sfide quotidiane. Unite, poi, possono davvero arrivare ovunque. Anche a fare un regalo così bello alla città di Crema”. Le foto raccontano la felicità degli attimi condivisi dentro le mura della propria casa. Per la prima volta PolentAnffas si è fatta anche sui social. “Abbiamo cercato – chiosa Martinenghi – di abbattere la distanza. Di stare insieme anche se con modalità del tutto nuove e particolari. I numeri ed i sorrisi confermano che ce l’abbiamo fatta”.

La dodicesima edizione di PolentAnffas è stata solo la prima occasione per festeggiare i 50 anni della sede cremasca di Anffas. Il prossimo appuntamento è per sabato 13 novembre dalle ore 9 presso la Casa del pellegrino (Piazza Papa Giovanni Paolo II, 1). Verrà proposto un convegno dal titolo Anffas Crema 50 anni di storia: dalle radici al futuro. Dopo il saluto delle autorità (ha confermato la sua presenza il sindaco di Crema Stefania Bonaldi) dialogheranno con l’assistente sociale di Anffas Crema Laura Bonomi, la pedagogista Irene Auletta, la responsabile dell’area autismo del polo di neuropsichiatria infantile e dell’età evolutiva di Anffas Il tubero, Raffaella Faggioli e Marco Bollani, direttore della cooperativa sociale Anffas Come noi. Auletta proporrà un intervento dal titolo Ponti, alleanze, orizzonti. Il rapporto con le famiglie e lo sguardo rivolto al futuro. Seguirà Faggioli con un contributo dal titolo Le transizioni che gettano le basi per un adulto consapevole. Concluderà Bollani con Ritorno al futuro. Percorsi di innovazione con i nuovi servizi Anffas. Posti limitati. Obbligatoria la prenotazione entro il 10 novembre telefonando al 3425096503. Ingresso con green pass. L’evento verrà trasmesso live sulla pagina Facebook di Anffas Onlus Crema. Seguirà aperitivo con accompagnamento musicale a cura di Paola Beltrami.

“La PolentAnffas è stato un modo per ravvivare una tradizione, meglio rinsaldare il legame con il territorio dopo un periodo di distanza. Un modo per dire Noi ci siamo e vogliamo continuare con gli altri e per gli altri. Il convegno, focalizzando l’attenzione su genitori, persone e servizi, vuole, invece, ragionare su un nuovo sguardo alla disabilità, frutto di una consapevolezza costruita in questi 50 anni di storia” precisa Bonomi. Al centro c’è la persona, con le sue inclinazioni, i suoi desideri, i suoi diritti: “l’impegno dell’associazione e della fondazione deve riguardare la persona nella sua globalità: nella sua sfera familiare, nel contesto di appartenenza per garantire uno sviluppo pieno”. Il convegno guarda al futuro, alle innovazioni, alle speranze condivise, senza dimenticare “le radici, quelle che generano colori, grazie alla salda consapevolezza di un percorso iniziato insieme 50 anni fa”.  Il programma dei festeggiamenti terminerà a dicembre con l’inaugurazione di Io abito, l’ultimo progetto targato Anffas dedicato alla vita indipendente.

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