Ricevo e pubblico: la sindachessa Stefania Bonaldi riceve, rende noto e risponde a una ragazza vittima di Cat Calling

Ricevo e pubblico: la sindachessa Stefania Bonaldi riceve, rende noto e risponde a una ragazza vittima di Cat Calling

> “Buongiorno,
> sono una ragazza che abita nelle vicinanze di Crema. Ieri sera camminando per le vie del centro io ed altre mie amiche siamo state vittime di episodi di Cat Calling, ovvero molestie verbali. In particolare una che ha riguardato me ed una mia amica mentre passeggiavamo in piazza Garibaldi verso le tre di notte circa. C’erano ancora alcune persone in giro, ma questo non ha impedito a due ragazzi di chiamarci ripetutamente con delle parole inappropriate, dopo diversi richiami da parte di questi due ragazzi, stufa della situazione, ho reagito verbalmente. Al che i due ragazzi hanno continuato e, dopo aver nuovamente risposto per via dei loro commenti insistenti e inappropriati, c’è ne siamo andate. Poco dopo siamo tornate indietro e abbiamo ricevuto nuovamente dei commenti verbali da parte loro, ai quali non abbiamo risposto, così uno di loro mi ha definito con un appellativo dispregiativo. Il motivo di questo appellativo? Il semplice fatto che non rispondevo più alle loro provocazioni.
> Scrivo questa mail perché non è possibile che una ragazza o una donna che cammina per la strada deve essere soggetta ripetutamente a commenti di un certo tipo da parte di sconosciuti. Questa cosa deve finire perché accade troppo spesso e ovunque. Quello che chiedo è che questo mio messaggio non finisca nel dimenticatoio perché sono sicura che come è successo a me ed alle mie amiche questo succede anche ad altre ragazze e donne OGNI giorno. E non è affatto piacevole la sensazione che si prova quando ci si ritrova in una situazione del genere. Quindi chiedo per favore, per il futuro imminente, di trovare una soluzione a questo tipo di problema che non è affatto da sottovalutare, sono molestie verbali a tutti gli effetti.
> Ringrazio in anticipo per l’ascolto e la comprensione che spero riceverà questa mail.
> Distinti saluti
> (Lettera firmata)”.
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> “Gentile ******
>
> Intanto ti esprimo la mia vicinanza e la mia solidarietà di donna, di cittadina e mamma e anche di sindaca.
> Convengo assolutamente con te nel qualificare gli episodi di “Catcalling”, vale a dire quella serie di apprezzamenti e richiami fatti per strada da sconosciuti, vere e proprie molestie. E ciò indipendentemente dalle volgarità più o meno esplicite in essi palesate, perché a prescindere dai contenuti, si tratta di comportamenti che nessuno ha il diritto di assumere nei confronti di chicchesia.
> Purtroppo, come forse saprai, il Catcalling nel nostro Paese non è considerato un reato specifico, mentre è tale altrove, ad esempio in Francia.
> Certo può essere denunciato quale molestia ai sensi del Codice Penale, ma deve integrarne appieno gli estremi, e non sempre è possibile per questo tipo di apprezzamenti, per questo come lei penso che la configurazione di una fattispecie giuridica ad hoc aiuterebbe a sviluppare una consapevolezza, che è ancora fortemente influenzata da fattori culturali.
> È vero infatti che camminare per strada a qualsiasi ora del giorno per le donne può essere avvilente, quando esposte a commenti sgradevoli, volgari, superficiali e comunque non graditi, indipendentemente dal fatto che possano essere dei complimenti, perché è il punto di vista di chi riceve quegli “apprezzamenti”, non di chi li fa, che deve essere privilegiato e che deve qualificare il comportamento come illecito.
> Tutte le volte che questi commenti generano in noi rabbia, vergogna, senso di inadeguatezza, insicurezza, senso di colpa, tutte le volte che proviamo anche uno solo di questi sentimenti, indipendentemente dai contenuti, ecco che quella è una molestia e come tale va considerata.
> Al momento, cara ******, posso solo dirti che il nostro impegno potrà essere più significativo sul piano culturale e della sensibilizzazione, ed in tal senso metto in copia anche la nostra assessora Emanuela Nichetti, perché ancora una volta di Pari Opportunità e di Cultura, i temi del suo assessorato, si tratta.
> A te e a tutte coloro che vivono situazioni come la tua, ma anche a chi vi assiste o ne viene a conoscenza, chiedo di prendere posizione e a tutti, me compresa, di affinare le nostre sensibilità e impegnarci perché queste situazioni possano trovare una disciplina anche normativa adeguata, un po’ come sta accadendo ultimamente con la legge contro l’omotransfobia e la violenza di genere. Anzi, proveremo a capire se nel disegno di legge in questione sia prevista, o prevedibile, anche una adeguata fattispecie in tal senso.
> Un abbraccio forte, da sindaca e da mamma
> Stefania Bonaldi”
>
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