Sanremo, e la polemica (rovente) arriva fuori tempo massimo la Domenica (in)

Sanremo, e la polemica (rovente) arriva fuori tempo massimo la Domenica (in)

La polemica è arrivata a festival finito. ‘abbiamo tanto aspettata per tutto il festival, accontentandoci della querelle, tutto sommato ridicola, con John Travolta, e poi deflagrante come non mai è arrivata a bomba (e mai definizione fu più corretta) nella sonnacchiosa domenica pomeriggio di Domenica In.

Durante la passerella finale da zia Mara, come ama farsi chiamare Mara Venier. Gli autori delle uniche due canzoni con un testo impegnato, Ghali e Dargen D’Amico, interrogati dai giornalisti hanno risposto con grande preparazione e competenza riguardo ai temi di cui parano le loro canzoni e , soprattutto Ghali, riguardo lo “stop al genocidio” con cui aveva abbandonato il palco sabato sera dopo l’esibizione che lo ha consacrato al quarto posto di questa edizione del Festival di Sanremo, e che ha suscitato la reazione sdegnata dell’ambasciatore israeliano in Italia. Il rapper ha spiegato in poche parole perché si è sentito autorizzato ad intervenire nel merito ricordando che sin da bambino e da sempre nelle sue canzoni e prese di posizione ha espresso pareri su certe tematiche. Un intervento ineccepibile che pareva essere passato.

Ma poi il patatrac. Prima Dargen D’Amico interrotto in maniera perentoria mentre parlava di migranti, il tema della sua Onda Alta, dopo che era stato cazziato anche per i baci dati ai presenti, poi la lettura del comunicato dell’Ad della Rai Roberto Sergio che ricorda che la Rai ogni giorno parla in maniera equidistante della crisi israelo-palestinese. Come se non bastasse l’audio del mezzo fuori onda della Venier che dice ai giornalisti “non mettetemi in difficoltà” appena prima di una pausa pubblicitaria mette la ciliegina sulla torta di una domenica pomeriggio che non ci si aspettava.

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