Short Story, Polimero

Short Story, Polimero

Polimero Brown era figlio di Polimero Brown senior, metafisico molecolare. Fin da neonato manifestò una insana tendenza alla riflessione, dando le spalle alla mondanità. A tre anni s’introdusse da solo dentro il “dolce stil novo” suscitando l’orrore paterno. Per punizione dovette studiare a memoria la formula chimica del bicarbonato di sodio e la formazione della Juventus allenata da Čestmír Vycpálek.

Non si nascose dietro l’equestre incazzatura della sottana materna ma reagì da par suo e, consapevole di aver subito un’angheria, reagì con brutale veemenza mettendo in pratica il suggerimenti di un certo Cecco Angiolieri, senese dissipato poco avvezzo alle angelicature: “S’io fosse foco, arderei lo mondo”. Il magistrato stabilì che la morte di Polimero Brown senior fu dovuta ad autocombustione. Al profferire della sentenza la genitrice esultò e baciò il figlioletto presentandogli il futuro patrigno: Agnolo Ambrogini, filologo di Monte Pulciano. I due non si annusarono e il ragazzo dispensò la coppia dai doveri genitoriali, anche perché nel frattempo s’era intruppato con alcuni fini dicitori e con loro voleva correre il mondo. Per esempio gli piaceva il Petracco, ch’era lì sempre appresso a quella cazzuta di Laura: “Pace non trovo e non ho da far guerra.” “Francesco, lascia perdere! Si tratta di chimica. L’amore è una naturale condizione umana: nasce tramite il mistero, si esalta con la passione e a volte si mantiene con la speranza, ma si esaurisce con l’abitudine. Duratura è soltanto la testardaggine della nostalgia.” Niente da fare, a “canzonare” quello lì non se né ricavava nulla.

Stufo della vita e in piena crisi esistenziale, Polimero Brown decise di morire all’età di quattro anni, otto mesi e diciotto giorni. L’idea gliela diede un tizio che, all’Havana, tutti chiamavano Papà Hem e che pochi giorni prima aveva tolto il disturbo: “Dicono che il seme di ciò che faremo è in noi tutti, ma a me è sempre sembrato che in coloro che affrontano la vita scherzando quel seme sia ricoperto da un humus più ricco e da un letame di migliore qualità.”

L’esame autoptico stabilì la causa della morte: indigestione di lecca-lecca.

Beppe Cerutti

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