Sus…surreale, delirio calcistico

Sus…surreale, delirio calcistico

Non è possibile, non è possibile che l’acerrimo nemico, di riconosciuta più debil potenza, resista al sanguigno furore popolare di cui si nutre la vecchia zoccola. Sto parlando di Juventus Roma, pareggianti ancora allo scadere del minuto ventesimo. Prezzolati, maledetti voi, datemi ossigeno per il lunedì che m’attende! Il ragionier Pautasso veste mutande diverse, d’antica ghisa d’officina che, sì ben alla circostanza perdente, sta bramando sbrezzolarmi all’indomani all’ora del caffè. Secondo lui, come si dice, mal comune mezzo gaudio.

Non so se mi spiego ma una peperonata al 20° del primo tempo è difficile da mandare a buon partito. Mi disse lascia perdere e intanto ti preparo una camomilla. Vorrei aprire una parentesi. Ho la fortuna di vivere accanto alla donna più bella del mondo: un cervello che è una via di mezzo tra la santificazioni di tutte le donne martiri e quello strano tipo di nome Einstein. E un telaio che quando lo guardo, a distanza di cento anni, avvolto in un camicione, mi viene il magone. Lì sotto c’è ancora carbone e a me mancano i fiammiferi. Accidenti s’è girata dall’altra parte e si è messa a dormire. Certo, perché certe cose non le può capire. Non si può perdere una partita come quella. Cazzo! Hanno fatto due tiri in porta!

Beppe Cerutti

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