Una little spy story ambientata nelle campagne cremasche (e non solo)

Una little spy story ambientata nelle campagne cremasche (e non solo)

Mi presento: il mio nome è Ju Sèp e di mestiere faccio il cacciatore di taglie. Sorrido soltanto quando ho il mal di denti. Modestamente vanto un curriculum di tutto rispetto: da Jack lo smilzo a ‘O scarafone, da Adone il ganassa fino a Ottone detto il Germanico, alla giustizia ne ho assicurati tanti. Verificare per credere.

Al mio carnet manca Presbitero Matite, anche detto Arcobaleno, cacciatore di faine per antipatia, implacabile persecutore di carbonari che quella pastasciutta non sanno neanche come si fa e, soprattutto, killer senza pietà di mosche e zanzare e spacca palle in genere.

Quando si dice essere al posto giusto nel momento giusto.

Fonti riservate mi avevano fatto sapere che il suddetto stava dirigendosi verso le mie parti.

Bene, benissimo, proprio nella tana del lupo, ché ho l’abitudine di riposarmi nei pressi delle sponde del fiume Adda, terra di confine tra Crema, detta anche la Repubblica del tortello oppure la Città giocattolo, e la smisurata metropoli milanese.

Mia cura è di non dormire mai nello stesso luogo per più di un paio di notti, per cui mi aggiravo, sempre in campana, tra Bagnolo Cremasco, Vaiano Cremasco, Monte Cremasco, Casale Cremasco, Cremosano, eccetera. Inoltre, terre di antica dicitura longobarda, il mio grugno era stato visto anche a Offanengo, Pianengo, Romanengo, Ricengo… Cottolengo no, ché è tutta un’altra storia.

Da quelle parti, stavo dicendo, svernavo tra una missione a Mogadiscio e un’altra a Kabul.

Gira di qui e gira di là, individuai l’uomo presso il Gran Hotel alla Riva Alta Cremasca. Caro ragazzo, sei mio: 100 mila cucuzze in cambio del tuo soggiorno nelle patrie galere.

Naturalmente presi alcune precauzioni: P38 sotto l’ascella sinistra, P37 dall’altra parte e a seguire 36 e 35 nelle tasche interne della giacca, 34 e 33 nella cintola, 31 e 30 alle caviglie.

Non sapevo però che qualcuno mi stava osservando. “Ti manca il tocco al taschino della giacca”, disse Alex Prestinari, titolare de “Solo Per I Vostri Sogni”, affitto e vendita di Dvd, qualcuno anche vietato ai minori.

Una copertura, agente Cia. “Ho giusto in cantina un vecchio Sherman che avrebbe tanta voglia di sgranchirsi i cingoli.”

Addio sorpresa. Perché non chiamiamo anche i Seal Navy? “Ne ho giusto una mezza dozzina che si sta allenando lungo il canale Vacchelli.” Dovetti rassegnarmi: per la taglia, come si dice in gergo, “mezza pera non fa male a nissa.”

Presbitero Matite, detto Arcobaleno, aveva assunto le mentite spoglie di venditore di articoli per cartoleria, con campionario allegato che, dopo l’irruzione nell’albergo, passammo al vaglio meticolosamente: circa 500 matite colorate spezzate e analizzate sul posto. Armi letali camuffate: nisba. Veleno per nutrie: nisba. Ingredienti di contrabbando per preparare come si deve una carbonare: nisba.

Uno dei “superman” che aveva partecipato all’operazione disse che forse era meglio togliere di torno il testimone, ché se si fosse messo a spifferare tutto quanto “che figura di merda ci facciamo?”

E il mio curriculum? Mica mando in galera un innocente!

Allontanata la ciurma pagai di tasca mia il materiale distrutto. E trovai anche un lavoro stabile: “Ju Sèp & Arcobaleno”, agenti ufficiali della Presbitero Matite per la Provincia di Cremona.

Beppe Cerutti

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