31 Ott 2026, Sab

Gian Raimondo Serponti di Mirasole rivive nel disco di Irma Cantoni

Il 6 novembre esce in digitale “ONDA MELODICA” (Preludio), l’album per piano solo in cui IRMA CANTONI interpreta e fa rivivere per la prima volta il repertorio di Gian Raimondo Serponti di Mirasole (1846-1907), marchese lombardo, pianista e compositore vicino agli ambienti culturali della Scapigliatura. È attivo il pre-save: https://pirames.lnk.to/SerpontiOndamelodica

Con “ONDA MELODICA”, Irma Cantoni intraprende un percorso di riscoperta musicale che intreccia ricerca storica, sensibilità interpretativa e valorizzazione del patrimonio culturale italiano. Attraverso una selezione di 6 composizioni pianistiche, Irma Cantioni restituisce nuova vita alle melodie di Serponti, mettendone in luce l’eleganza romantica, la ricercatezza compositiva e il legame con il clima artistico e intellettuale della Lombardia ottocentesca.

Pur senza intraprendere una carriera professionistica, Serponti seppe attirare l’attenzione della critica del suo tempo, distinguendosi per la propria produzione musicale. La sua figura si inserisce in un contesto culturale vivace, in cui musica, letteratura e arti dialogavano costantemente. Legato agli ambienti artistici lombardi e amico dello scrittore e librettista Antonio Ghislanzoni, fu autore di numerose composizioni pianistiche e dell’opera Leonora, rappresentata per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia nel 1886.

A distanza di oltre un secolo, “ONDA MELODICA” riporta al centro dell’ascolto una pagina preziosa e poco esplorata della storia musicale italiana. Il lavoro di interpretazione di Irma Cantoni permette di avvicinarsi a questo repertorio attraverso una nuova prospettiva sonora, preservandone l’identità e rendendolo accessibile al pubblico contemporaneo.

Questa la tracklist di “Onda Melodica”:

  1. Onda melodica – Mazurka, Op. 22
  2. Dolci chimere – Valzer, Op. 19
  3. Giunchiglia – Mazurka, Op. 20
  4. Farfallino – Polka, Op. 21
  5. La promenade des Marionnettes – Marche caractéristique, Op. 77
  6. Adorabile – Polkettina variazione

«Un primo sguardo agli spartiti di Gian Raimondo Serponti che ho potuto scoprire mi ha restituito una scrittura ricca di dettagli, nonostante la ricerca di semplicità delle frasi e la facilità di ascolto – afferma Irma Cantoni –Questa agilità nella fruizione è incoraggiata dalla presenza di titoli programmatici, che aiutano il pubblico ad avvicinarsi alla musica, e dall’utilizzo di numerose didascalie e indicazioni di espressione, che indirizzano anche l’esecutore verso una maggiore comprensione delle intenzioni del compositore. I brani di G. R. Serponti che ho selezionato, sia le danze delle opere 19, 20, 21 e 22, che l’opera 77, sono simili in quanto musica descrittiva e in quanto pensati molto probabilmente per contesti privati, come suggeriscono le dediche alla contessa Guglielmina Durini e alla cugina Margherita Rusca. Solo “Adorabile – polkettina variazione” si distingue dagli altri perché, oltre a non essere musica descrittiva, venne dedicato alla ballerina Emma Bessone e dichiaratamente concepito per un preciso evento performativo durante il Carnevale del 1884-1885, al Teatro La Scala di Milano».

«Mio prozio Giovanni Favero Serponti di Mirasole, che venne adottato da Gian Raimondo, chiese di tutelare la memoria… – dichiara Giovanni Favero – Come accade nelle famiglie, nel corso di svariati decenni, il tempo ha stemperato il ricordo e c’era solo una vaga conoscenza del fatto che si trattasse di un compositore, l’incontro con lo storiografo lecchese Francesco D’ Alessio e la ricerca documentale di mia cugina Nicoletta Taveggia hanno consentito di ricostruire una meravigliosa storia di arte, sentimenti, musica nel contesto di fine ‘800 della scapigliatura lombarda. Di qui nasce l’idea di riscoprire catalogo del compositore e chiedere a Irma Cantoni di interpretarlo».

Irma Cantoni, classe 2002, inizia lo studio del pianoforte a 11 anni. Conclude il Triennio al Conservatorio G. Verdi di Milano, sotto la guida del M° Cabassi, nel 2024, dopo aver studiato ai Corsi Pre Accademici con i M° Punzo e Pescatori. Partecipa a masterclass con i M° Larionova, Chines, Deljavan. Ha modo di esibirsi in concerti degli studenti del Conservatorio di Milano (Piano Time, Pianocity Milano), e di Brescia (Marenzio Plays), con Primavera di Baggio. Attualmente studia con il M° Cabassi al Conservatorio L. Marenzio di Brescia, dove è iscritta al Biennio. Insegna pianoforte all’associazione Mousiké di Muggiò e all’Accademia Ambrosiana a Milano.

Gian Raimondo Serponti di Mirasole (1846-1907) fu un marchese lombardo, pianista e compositore, appartenente a un’antica famiglia aristocratica milanese. Figura colta e appassionata di musica, frequentò gli

ambienti culturali della Scapigliatura e fu amico di intellettuali come Antonio Ghislanzoni e Giovanni Visconti Venosta.

Pur non intraprendendo una carriera musicale professionistica, si dedicò allo studio e alla composizione con serietà e competenza, avvalendosi anche degli insegnamenti di musicisti quali Antonio Bazzini e Michele Saladino. Scrisse numerosi brani per pianoforte a due e quattro mani, oltre a composizioni sinfoniche e vocali, ottenendo l’apprezzamento della critica per la qualità della scrittura musicale e la ricercatezza tecnica.

La sua opera più significativa è Leonora, azione romantica in un prologo e tre atti, su libretto di Angelo Zanardini e ispirata alla celebre ballata di Gottfried August Bürger. Rappresentata per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia il 17 febbraio 1886, fu accolta favorevolmente dalla critica, che riconobbe in Serponti un talento musicale capace di andare oltre i limiti del dilettantismo aristocratico.

Legato in particolare a Germanedo, nei pressi di Lecco, dove trascorreva periodi di villeggiatura nella dimora di famiglia, frequentò il vivace cenacolo artistico di Maggianico, punto d’incontro di musicisti, scrittori e pittori lombardi. Da questo ambiente nacque anche la collaborazione con Antonio Ghislanzoni per L’Addio, duettino pubblicato nel 1889. Serponti morì a Genova nel 1907, lasciando il ricordo di un musicista colto e appassionato, capace di coniugare la tradizione aristocratica lombarda con il fermento artistico e culturale della seconda metà dell’Ottocento.

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