3 Nov 2026, Mar

๐๐ฎ๐ฅ๐ฅ๐ข๐ฌ๐ฆ๐จ ๐š ๐‚๐ซ๐ž๐ฆ๐š: ๐ˆ๐ฅ ๐œ๐š๐ฌ๐จ ๐๐ž๐๐ซ๐ข๐ง๐š๐ณ๐ณ๐ข, ๐๐ž๐ญ๐ญ๐จ โ€œ๐Œ๐š๐ฆ๐ฆ๐š๐ฏ๐จ๐ฅ๐จโ€. Unโ€™altra bella storia raccontata da Alberto Tuzza: ricercatore, esploratore e storico appassionato

Gaetano Pedrinazzi, per tutti semplicemente “Mamma Volo” (o Mammavolo), รจ stato uno dei personaggi caratteristici e popolari piรน noti della Crema del dopoguerra, attivo soprattutto tra gli anni ’60 e ’80.
Ecco la storia e i dettagli che hanno reso questo personaggio una vera e propria leggenda locale. Attorno al suo curioso nome d’arte aleggia una celebre leggenda metropolitana cremasca. Si racconta che, quando era ancora un bambino, si fosse lanciato dal primo piano di casa tenendo in mano un ombrello aperto, convinto di poter volare. Prima di buttarsi avrebbe urlato alla madre: ยซMamma, volo!ยป. Il volo non riuscรฌ benissimo, ma il soprannome gli rimase impresso per tutta la vita.
Mammavolo viveva nella zona del mercato di Crema, precisamente in vicolo del Quartierone. Di mestiere faceva il rigattiere e il robivecchi: girava per la cittร  raccogliendo e svuotando masserizie a bordo del suo iconico motocarro “Ape”.

I tratti distintivi che tutti i cremaschi dell’epoca ricordano sono principalmente due:

-I cagnolini: Viveva circondato da una vera e propria “combriccola” di cani randagi che amava profondamente. Ogni mattina si recava puntualmente alla storica latteria a Crema Nuova, per comprare un litro di latte appositamente per loro. I cagnolini lo aspettavano educatamente fuori dal negozio mentre lui ritirava la spesa.
-Il rapporto con i bambini: Era il “terrore” (in modo bonario) dei bambini delle scuole elementari. Quando i ragazzini passavano sotto le sue finestre o vicino al suo deposito e gli urlavano contro “Mammavolo!” per provocarlo, lui usciva indispettito inseguendoli e aizzando scherzosamente i suoi cagnolini.
– Gli occhiali con lenti spesse e l’ immancabile cappellino.

Sebbene le nuove generazioni non lo abbiano conosciuto, Gaetano Pedrinazzi rappresenta l’anima della Crema piรน genuina e popolare, testimone di un’epoca in cui le vie della cittร  erano animate da figure uniche e pittoresche.
Tuttavia, quello che un tempo era considerato semplice โ€œfolkloreโ€, oggi sarebbe classificato come bullismo nei confronti di una persona fragile. La sua storia diventa cosรฌ una buona occasione per riflettere su come, nellโ€™arco di cinquantโ€™anni, siano mutate profondamente la sensibilitร  e la percezione dei comportamenti sociali.
Sicuramente affioreranno infiniti ricordi da parte di chi per ragioni anagrafiche, ha avuto modo di conoscere il personaggio.

Questa รจ unโ€™altra bella storia raccontata via social da Alberto Tuzza: ricercatore, esploratore e storico appassionato

stefano mauri

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