Ah … dove sono finite i bravi, capaci, competenti direttori sportivi italiani?

Ah … dove sono finite i bravi, capaci, competenti direttori sportivi italiani?

Sostiene (e lo scrive e lo dice in Tv o su internet sovente) Michele Criscitiello, giornalista graffiante, capace, sul pezzo e sovrano (in coppia con l’altrettanto immenso Alfredo Pedullà diventa irresistibile) del calciomercato mediatico che … beh per fare football come si deve, gli allenatori devono essere supportati da direttori sportivi preparati, competenti, appassionati conoscitori della materia, capillari e … insomma degni di tale nome.

E fa pure gli esempi dei presunti diesse secondo lui non validi e addirittura peggiorativi: nel senso che rendono complicato il lavoro del loro mister e, di conseguenza il rendimento della rosa in campo.

Già ma dove sono finiti i “Direttori” validi? Mistero! Oppure semplicemente, mah presumibilmente per non disturbare determinati giri caratterizzati, firmati da procuratori (non sono del resto forse loro i veri “padroni” del mercato?) o da “Direttorissimi” capofila… i calciofili che meritano e dovrebbero lavorare vengono lasciato ai box, ai margini di qualsiasi progetto. No?

Certo che lo squarcio aperto dal guizzante Criscitiello è illuminante e meriterebbe di essere approfondito che… al netto dei procuratori (e quelli bravi vanno elogiati ed è giusto lavorini) e dei soliti noti, ehm i diesse rivestono un ruolo preziosissimo nell’economia gestionale di un club calcistico. No?

Stefano Mauri

 

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