Tra diritti, salute e pregiudizi
Il confronto si è poi allargato alle conseguenze sociali della mancata regolamentazione e al tema della sicurezza.
Pia Covre, presidente del Comitato per i Diritti delle Prostitute, ha richiamato oltre quarant’anni di battaglie per la tutela delle lavoratrici sessuali, chiedendo una revisione della legge Merlin e una distinzione più netta tra prostituzione volontaria e tratta di esseri umani.
Una distinzione che si riflette anche nel modo in cui il fenomeno viene raccontato. La giornalista Eleonora Dragotto, autrice di diverse inchieste sul settore, ha evidenziato come la rappresentazione mediatica oscilli spesso tra due estremi: da una parte le vittime da salvare, dall’altra le escort associate al lusso e alla trasgressione. Nel mezzo rimangono poco raccontate le esperienze di chi rivendica una scelta autonoma.
E se lo stigma può incidere sulla vita privata e sulle relazioni, può avere conseguenze anche sulla salute. L’infettivologo Davide Moschese ha richiamato i dati sull’aumento delle infezioni sessualmente trasmissibili, sottolineando l’importanza della prevenzione e di una maggiore consapevolezza dei rischi, non soltanto tra le sex worker ma nella popolazione generale. Marginalità e clandestinità, ha spiegato, possono rendere più difficile l’accesso alle informazioni e agli strumenti di tutela sanitaria.
Un tema che si collega alle riflessioni dello psicologo Del Bene, tornato a sottolineare l’importanza dell’educazione sessuale e la necessità di superare i giudizi morali che spesso impediscono un confronto sereno su sessualità, comportamenti individuali e vulnerabilità.
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