Alla Vhit di Offanengo il futuro è già adesso. E il percorso verso la trasformazione digitale è una sfida avvincente tutta da vivere.  

Alla Vhit di Offanengo il futuro è già adesso. E il percorso verso la trasformazione digitale è una sfida avvincente tutta da vivere.  

La digital transformation secondo Vhit (industria metalmeccanica di Offanengo, attiva nel campo dell’automotive): Ia a bordo macchina e Plc virtualizzati, ecco è … il “titolo”, di un interessante articolo, ospitato sul sito industriaitaliana.it, scritto da  Renzo Zonin, secondo il quale, adottando adeguati software di virtualizzazione, un edge server può sostituire decine di Pc industriali, o addirittura fare le veci dei Plc. I vantaggi? Maggiore semplicità di utilizzo e gestione, manutenzione predittiva, abilitazione di sistemi di early warning.

Secondo il pezzo, Edge server e Local Ai sono probabilmente la nuova combinazione vincente nel mercato dell’It. La potenza di calcolo sviluppata da un edge server, infatti, permette di far girare algoritmi di intelligenza artificiale praticamente a bordo macchina, consentendo di analizzare enormi quantità di dati provenienti dai sensori in tempo reale, senza la latenza tipica di sistemi basati su cloud. Ma si può fare anche di più: adottando adeguati software di virtualizzazione, un edge server può sostituire decine di Pc industriali, o addirittura fare le veci dei Plc. Questo almeno per la parte digitale, che viene virtualizzata sul server e bypassata nel dispositivo reale, connettendo il server direttamente alla parte che si occuperà poi di interfacciarsi con la macchina. È proprio un’installazione di questo tipo che da qualche tempo opera con successo nello stabilimento di Vhit, azienda lombarda (Offanengo, provincia di Cremona) specializzata nella produzione di componentistica per il mercato automotive – in particolare, pompe per l’olio e pompe per il vuoto.

Il primo compito al quale è stato chiamato il nuovo sistema è stato di far girare un sistema di controllo degli scarti a bordo macchina, che grazie all’uso dell’AI connessa a un sistema di visione digitale ha permesso di ridurre il numero di pezzi scartati all’incirca di un fattore 10.

La soluzione adottata ha permesso di consolidare in un unico apparato facilmente gestibile una lunga serie di applicazioni AI sviluppate internamente: dal riconoscimento degli scarti alla manutenzione predittiva, dal controllo del consumo dell’utensile su determinati macchinari alla verifica che nei contenitori dei pezzi prodotti non finiscano per errore pezzi di altro tipo, dai sistemi di “early warning” che indicano lo scostamento dalla norma dei parametri di funzionamento delle macchine o delle caratteristiche dei pezzi prodotti, all’identificazione automatica immediata del motivo per cui un pezzo va scartato, senza dover attendere il fine turno – quando ormai è troppo tardi per intervenire sul problema.

Corrado La Forgia, operation manager & managing director di Vhit, a industriaitaliana.it, ha raccontato la genesi, del percorso, appena iniziato e in costante, costruttivo divenire, verso il futuro, intrapreso da Vhit:

”Questo percorso inizia con una data precisa, maggio 2016 . Questa azienda aveva già un processo molto ben strutturato di Lean Manufacturing, di ispirazione Toyota: produzione snella, produrre quello che serve quando serve, con grande propensione al visual management. Ma a un certo punto abbiamo realizzato che c’era un problema: all’epoca c’era una corrente di pensiero secondo la quale scrivere le cose permetteva di ricordarle meglio. Ma la realtà è che se scrivo un dato, non lo sto utilizzando. E noi scrivevamo i dati ma non li utilizzavamo, nessuno andava ad analizzarli. Il problema, insomma, era che noi avevamo una valanga di dati ben strutturati che non si trasformavano in informazioni. Ora, se non trasformi il dato in informazione, non fai parlare l’impianto. E se l’impianto non parla, non migliori le prestazioni, la produttività, la competitività. Ma un’azienda come la nostra, che è nel campo delle commodity, deve fare competizione. Oltretutto operiamo nel settore automotive, un settore soggetto a profondi cambiamenti, e dobbiamo essere competitivi sui prodotti e sui processi. Ma come puoi essere competitivo se i tuoi dati giacciono depressi in un armadio?”.

Insomma, alla Vhit, bella, frizzante, interattiva e inclusiva realtà industriale di Offanengo, il futuro è adesso.

stefano mauri

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