Di come i Canzon de Usteria hanno conquistato la Bielorussia

Di come i Canzon de Usteria hanno conquistato la Bielorussia

Cari amici e lettori di Sussurrandom, inizio questo mio articolo chiedendo umilmente scusa per il mio assenteismo degli ultimi tempi ma purtroppo gli impegni musicali mi hanno distolto momentaneamente dall’attività di scrittura. Non del tutto! Non voglio nascondere che ultimamente sto scrivendo qualche canzoncina tutta mia e vorrei (entro la fine del 2014) provare a portare in giro una decina di pezzi da alternare ad uno spettacolo burlesque (pure quello con me protagonista! Non ditemi che pensavate a qualche bella e prosperosa ballerina, vero?).

Torno a scrivere perché martedì 24 giugno, ho vissuto quella che secondo me è stata la mia più bella ed emozionante esperienza musicale.
Da svariati anni l’associazione Aiutiamoli a vivere ospita nelle case delle famiglie soresinesi dei bambini bielorussi durante il periodo estivo e quest’anno, per la prima volta, mi è stato chiesto di suonare una canzone con loro ed il mio ormai consolidato compagno di concerti Matteo Manuelli durante una cena in una pizzeria di Genivolta.

La prima prova con i bambini è avvenuta la settimana scorsa e subito io e il Teo siamo rimasti particolarmente colpiti dal loro entusiasmo e dalla loro gioia anche solamente nel vederci; quando poi abbiamo iniziato a suonare il tutto si è trasformato in una bella festa. A prova finita abbiamo fatto una foto tutti insieme, dopodiché uno per uno i bambini hanno voluto fare una foto con me e Matteo. Penso che ci abbiano scambiati per i Rolling Stones.

L’altra sera tutto è andato per il meglio, sia il loro spettacolo di canti e balli bielorussi, sia la nostra esibizione tutti insieme (per l’esattezza la canzone che abbiamo cantato era Crescerai de I Nomadi). Prima di salutarci abbiamo regalato loro dei CD dei Canson de Usteria e per la seconda volta ci hanno scambiati per gli Stones: abbiamo fatto autografi con dediche sulle copertine di tutti i CD e via con un’altra foto di gruppo e non!

Reputo questa la mia migliore esperienza musicale in quanto sono rimasto stupito dalla voglia di vivere di questi bambini: molti di loro vengono da famiglie molto povere (e non intendo povere perché non si possono permettere il pacchetto SKY per vedersi i mondiali) e alcuni di loro vivono addirittura in un orfanotrofio. Nei loro sguardi ho visto quanto loro hanno visto più di me e quanta maturità hanno acquisito nei loro pochi anni, nei loro sorrisi ho visto la loro forza, il loro non arrendersi. Ho visto quanto una semplice suonata in una pizzeria per loro sia un qualcosa di unico, quasi come un concerto in uno stadio per noi; Carina, una delle bimbe più piccole, mentre suonavo seduto su una sedia mi ha abbracciato dal nulla dicendomi: “Ti voglio bene!”.
La settimana prossima torneranno ad una vita difficile là in Bielorussia, ma sono sicuro che momenti come quello di ieri sera se lo porteranno sempre nel cuore.

P.S. Non saremo i Rolling Stones, ma da giovedì prossimo 10 CD dei C.D.U. saranno in Bielorussia! TANTA ROBA!!!

Pier Solzi

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