Faip, la storia della azienda mentre manca poco alla chiusura

Faip, la storia della azienda mentre manca poco alla chiusura

Capolinea. A fine mese se ne va definitivamente una istituzione del territorio. Chi scrive ci ha passato 20 anni della propria vita e qui cerca di raccontare in maniera equilibrata una grande storia.

L’Ipc cleaning, ma per tutti Faip, è una azienda gloriosa del territorio. Una delle maggiori interpreti del rilancio industriale degli anni ’80. Sbarcata a Vaiano Cremasco come consorella della Faip di Ranica alla metà degli anni ’80 diventa nel volgere di poco tempo azienda leader nel territorio, ma anche in Italia prima e nel mondo poi.

Lavora per le maggiori aziende mondiali di produzione di idropulitrici a vapore. Coleman, Generac, Wap, Still, nel corso degli anni sono state tutte aziende entrate nel mondo Faip. Nel momento di maggior espansione arriva ad occupare, tra azienda e indotto, anche più di mille addetti nel solo polo di Vaiano Cremasco a cui vanno aggiunte le tante aziende sul territorio che hanno la Faip come mono committente.

Nel corso degli anni i passaggi di proprietà sono tanti. Da azienda a gestione artigianale legata ad alcune famiglie del bergamasco diviene prima componente della multinazionale Interpump di Reggio Emilia e poi pezzo della nascente galassia Ipc. Le prime preoccupazioni occupazionali arrivano quando il ramo idrpulitrici viene assorbito da alcune finanziarie.

Nei primi anni del secolo inizia il lento declino. Prima con la dismissione delle aziende satellite che erano nate in simbiosi con il nucleo centrale. Poi piano piano con i lunghi periodi di cassa integrazione che hanno falcidiato il personale negli ultimi anni. Alla fine è subentrata la crisi più dura, quella definitiva che ha portato l’azienda ad essere un contenitore vuoto con la produzione interamente spostata all’est e in Cina.

Gli ultimi  anni sono stati un calvario. La proposta di uscite incentivate a cui hanno aderito decine di addetti, stanchi del continuo tira e molla. La completa assenza di innovazioni, di un piano industriale di rilancio. I dirigenti storici che avevano sempre lottato per cercare nuovi committenti se ne sono piano andati e l’azienda si è trovata in balia della crisi generale degli ultimi due anni. Il resto è storia di questi ultimi mesi.

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