Il Caffè Letterario ospita Andrea Marcolongo, la cremasca che scrive i discorsi di Renzi

Il Caffè Letterario ospita Andrea Marcolongo, la cremasca che scrive i discorsi di Renzi

Torna il Caffè Letterario di Crema, mercoledì 16 novembre, dalle 21.00 in sala Bottesini. Ospite dalla serata la scrittirice cremasca Andrea Marcolongo, intervistata dal giornalista Nicola Arrigoni, che presenta il suo libro La lingua geniale, 9 ragioni per amare il Greco, ma parlerà anche dell’incontro con Renzi e di come ha iniziato a scrivere i suoi discorsi.

Una professione d’amore per il greco antico può diventare un best seller? All’istintiva risposta “impossibile”, la giovanissima scrittrice cremasca Andrea Marcolongo risponde con i fatti: il suo libro ‘La lingua geniale. 9 ragioni per amare’ pubblicato da Laterza, in pochi giorni lo è diventato, scalando le classifiche di vendita e ‘costringendo’ l’editore alla quarta ristampa in alcune settimane nonchè la stampa nazionale a elevarla al rango di caso editoriale di questa fine d’anno .

Marcolongo racconterà il perché di questo suo grande amore al pubblico del Caffé Letterario di Crema la sera di mercoledì 16 novembre in sala Bottesini del teatro San Domenico, rispondendo alle domande dell’intervistatore, il giornalista de La Provincia Nicola Arrigoni. L’appuntamento è per le 20,45, l’ingresso è libero (ai presenti verranno offerti come di ocnsueto caffè e pasticcini) e il dilaogo dei due protagnisti sarà accompagnato dagli intervalli musicali curati dagli allievi delle classe Imparerock del civico istituto musicale Folcioni.

Andrea è cremasca (prima di trasferirsi a Livorno, ha studiato alle Ancelle e al liceo classico in seminario) e la sua famiglia d’origine vive ancora in città. La sua è una vita sulla ribalta: dopo la laurea ha scritto, tra l’altro, anche discorsi del premier Matteo Renzi, tra cui quel notissimo, sulla ‘generazione Telemaco’, insegna alla Scuola Holden di Torino fondata da Alessandro Baricco, è specializzata in storytelling. Da grecista ha deciso di raccontare la sua passione per la lingua di Euripide, una passione nata in quel liceo classico che «così come è strutturato, sembra non avere altro scopo che mantenere i Greci e il loro greco i più inaccessibili possibile, avvolti da un timore reverenziale che si trasforma spesso in un terrore divino e in una disperazione molto terrena».

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