Il completamento della Paullese una vittoria senza se e senza ma

Il completamento della Paullese una vittoria senza se e senza ma

Una vittoria senza se e senza ma. Oggi per un attimo bisogna ricordare per quanto tempo, di Paullese, si è parlato, a Spino e altrove, senza realizzare nulla. Bisogna ricordare i morti e gli incidenti. Bisogna ricordare le code e i disagi. Bisogna ricordare le necessità delle imprese e dei lavoratori, dei cittadini e dei pendolari. Bisogna ricordare le ragioni per cui si è all’unanimità voluto il raddoppio.

Negli ultimi quattro anni è stato completato il tratto Crema-Vaiano, finanziato e realizzato il tratto Dovera-Spino, alla velocità di 10-15 metri al giorno. Nel periodo peggiore della storia repubblicana, con i finanziamenti statali scomparsi, si è fatto l’impossibile, e lo si è fatto qui, vincendo l’inerzia delle pubbliche amministrazioni, la burocrazia, la mancanza di risorse, i ricorsi pretestuosi, la cattiva politica. E Spino può ambire a restare un paese vivibile, e al contempo più sicuro e ottimamente collegato a tutto il nord Italia, con un casello autostradale a due chilometri tra Zelo e Paullo.

Si poteva fare meglio? Sì, se si fosse stati più attenti anni addietro. Ci saranno disagi? Sì, almeno per un paio di mesi. Ci saranno incidenti? Sì, probabilmente ancora, soprattutto fino al raddoppio completo. C’è ancora da fare? Sì, la Paullese ha senso solo se riqualificata integralmente, e manca davvero poco: circa un decimo del progetto iniziale. Verrà raddoppiata tutta? Sì, ne sono certo, e lavorerò in questa direzione.

Entro quando? Azzardo: entro la fine del decennio (2020), e il ponte prima. Ci sono criticità? Molte, in parte risolvibili, in parte migliorabili, in parte senza risposta. Poteva essere tutto diverso? Sì, ma non sono argomenti che mi appassionano. Era da raddoppiare in sede e bisognava cominciare da Milano? Sì, ma altri hanno scelto diversamente. Era necessario fare le strade di servizio? Sì, nel nostro paese sono nel rapporto di 1:1 rispetto all’asta principale, l’indispensabile per chi lavora o vive in campagna, nel tratto precedente il triplo. Serve una strada di collegamento dal Mulino alla Resega?

Sì, non porterà traffico e permetterà di risolvere i problemi di via Manzoni e Vittoria. Aumenterà il traffico al villaggio Adda? No, e aumenterà la sicurezza e la vivibilità. Subito? No: ci saranno problemi, anche importanti, per giorni e settimane, ma poi migliorerà definitivamente. Passeranno i bus? Non subito, e poi solo alcuni, solo da Milano verso Crema, e solo sul tragitto Pioppo-Argine-Vecchia Paullese; nessuna alternativa praticabile se non con la perdita di tutte le fermate fino alla piazza. Si poteva fare una strada a ovest di via Pioppo?

No. Si poteva fare una strada da via Pioppo alla zona industriale? Forse sì, forse, con difficoltà, ma avrebbe significato fare passare i mezzi pesanti dal villaggio Adda con certezza. Va tutto bene? Oggi no, anzi, e ci aspettano difficoltà per almeno un mese, c’è già stato un incidente, e i flussi veicolari sono ancora ovviamente molto incerti. Ci si sta adoperando per limitare i problemi? Allo stremo. Si riapriranno le vie sulla pandina? Se i residenti non lo vorranno, no. Ed è una vittoria senza se e senza ma? Sì, assolutamente. Con ancora tanto da fare, come sempre per le umane cose.

Paolo Riccaboni

sindaco di Spino d'Adda
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