Crema, 2 novembre 2026
«(…) eliminerei l’assessorato alle politiche giovanili». Le parole pronunciate dall’assessore alla Cultura, al Turismo e alle Politiche giovanili Giorgio Cardile nell’intervista a CremaOggi hanno suscitato la preoccupazione della Consulta dei Giovani.
Siamo consapevoli che possa trattarsi di una provocazione per promuovere lo strumento della valutazione di impatto generazionale. Non comprendiamo però perché l’introduzione di questo strumento debba accompagnarsi all’abolizione dell’assessorato, il riferimento istituzionale da cui la nostra consulta dipende.
La valutazione di impatto generazionale è uno strumento che valuta le misure generazionali, quelle potenzialmente generazionali e quelle anti-generazionali. In sostanza, può aiutare a capire come una decisione urbanistica, sociale o culturale incida sulle diverse generazioni.
Non stabilisce però come distribuire le risorse, quali bisogni considerare e quali disuguaglianze affrontare. Queste restano scelte politiche e richiedono una responsabilità riconoscibile. Qualcuno ha il compito di coordinarle e di rispondere dei risultati; e quando riguardano in particolar modo i giovani, non è chiaro perché questa responsabilità debba essere decentralizzata.
Ci chiediamo se la dispersione delle decisioni sulle politiche giovanili sia la risposta giusta per la nostra città e se la loro trasversalità cancelli veramente la necessità di coordinamento.
Ci preoccupa anche il metodo: l’ascolto richiamato nell’intervista dovrebbe trovare sempre applicazione proprio nelle scelte che riguardano i giovani. Il loro coinvolgimento nella vita della città richiede anche il riconoscimento degli organismi collettivi e autonomi attraverso cui possono esprimere proposte, bisogni e dissenso. La partecipazione acquista significato quando permette di contribuire alla costruzione di proposte, anche mettendole in discussione.
In questo senso, la Consulta continua a rappresentare una garanzia di partecipazione civica giovanile. I giovani hanno lo stesso diritto di essere ascoltati dalle istituzioni, anche attraverso strumenti, come la Consulta, dedicati a loro. Eliminare un riferimento politico esplicito senza chiarire chi ne assumerebbe le responsabilità rischia di indebolire la loro voce nelle decisioni pubbliche.
La Consulta dei Giovani è un luogo di impegno civico. Un organismo apartitico e autonomo nelle proprie valutazioni e proposte, che lavora per favorire la partecipazione dei giovani alla vita politica della città.
Per queste ragioni ci auguriamo che nei mesi che ci separano dalla fine di questo mandato, l’assessore e l’amministrazione creino degli spazi di discussione e confronto sul futuro delle politiche giovanili e sugli strumenti per mantenere effettiva la partecipazione delle realtà giovanili.
La Consulta dei Giovani di Crema






