Music Wall, un giro tra i virtuosi della sei corde mimetizzati da esperti

Music Wall, un giro tra i virtuosi della sei corde mimetizzati da esperti

“Kurt Cobain a queste cose non sarebbe andato”, lo dice l’amico sempre cinico mentre vaghiamo per le casematte delle mura di Pizzighettone per l’edizione 2015 di Music Wall. Nelle orecchie le note di decine di smanettoni che imbracciano le belle chitarre disposte dappertutto per far sentire al mondo, con nonchalanche, quanto sono bravi. Insomma gente che mentre si allaccia le stringhe e telefona fa con una mano un assolo di Steve Vai.

Mi piacerebbe imbracciare una chitarra, ma so che se facessi che so… un giro di Do sarei subitamente espulso dal consesso. Allora vago con sguardo intelligente di chi la sa lunga e con strategica maglietta dei Lynyrd Skynyrd che sono sufficientemente trasversali per rendermi apprezzato da tutti, infatti quello che vende magliette mi fa considerazioni interessanti (per deluderlo prenderò poco dopo una maglietta dei tamarrissimi Cinderella, rock glam anni ’80).

Faccio considerazioni anche con quello che dipinge una gigantografia di Amy Winehouse all’ingresso, gli altri suoi quadri sono raffigurati su belle calamite, prendo una calamita degli Who, si ancbe loro potrebbero essere trasversali come maglietta, lo terrò presente il prossimo anno.

Cado su un vinile doppio e colorato di Pompeii dei Pink Floyd, in pratica l’audio del documentario riversato su vinile. Mi piace. L’amico di cui sopra cade su un bootleg dei Joy Division, lo vorrebbe portare a Genova per il memorial day da far autografare a Peter Hook. Occhio che di solito i musicisti non gradiscono le registrazioni pirata da cui non prendono un tollino.

Me ne vado quando ho terminato i soldi. Faccio così a queste occasioni. Da dentro arrivano ancora i miagolii delle chitarre su cui virtuosi non compresi fanno correre le dita. Che vita dura questi chitarristi figli dei funamboli della sei corde.

Emanuele Mandelli

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