Se tornassi sui miei passi, la nuova musica cremasca raccontata da Stefano Goldaniga e Daniel Vicari

Se tornassi sui miei passi, la nuova musica cremasca raccontata da Stefano Goldaniga e Daniel Vicari

Stefano Goldaniga (Gold ONE) e Daniel Vicari, o Ste e Den stando alla bellissima cover del loro disco di esordio. Una delle nuove realtà della musica cremasca. Il disco si intitola “Se tornassi sui miei passi” e ci piace davvero molto. Si apre con “Plettro verde”, un intro di venti secondi che mette subito in chiaro quale sarà lo stile del disco e che nessuno mi leva dalla testa che sia in qualche modo ispirata al film cult “Pick of destiny”. Cantautorato rap, con forti digressioni nel reggae.

Ma come ci hanno raccontato i due nella video intervista che vedete sopra e che trovate sulla pagina Facebook di Sussu: “nessuno steccato di genere”. Ed è senza dubbio lo stile che ci guida in tutti gli 8 pezzi del disco. Ma già dal titolo si capisce l’aria che tira, lo abbiamo detto: “Se tornassi sui miei passi”. Come se i due ci dicessero che tornando indietro fanno passi avanti. E allora avanti con uno stile molto personale che richiama molto gli stilemi dei nuovi rappresentanti dell’indie italico ma butta nel calderone tonnellate di tradizione.

Il ritornello di “Giovane” pare preso di peso da un pezzo degli Africa Unite col bel giro in levare sulla chitarra. “Il coraggio di perdonarti” ha indubbiamente dentro tanti do quello spaghetti rap che impazza nelle classifiche da alcuni anni ma non molla mai sulla melodia e sul lato acustico che contraddistingue la proposta del duo.

Dalla quinta traccia in avanti arrivano i le collaborazioni, i featuring, come si dice in gergo moderno. I nomi per noi sono relativamente nuovi: Italo Santana in “Today is my day”, Adel nella bella ballata che da il titolo al disco e Mister Kast, personaggio emergente del panorama musicale cremasco, in “Chakra pr2”. Chiude il disco “Tranquillo”.

Un disco che passa in un soffio e viene la volta di risentirlo. Anche questo nello stile moderno, che è un recupero di ciò che si faceva negli anni ’70, di fare dischi di 30/35 minuti. Essenziali, senza filler. Ed è una cosa davvero buona. Bella la confezione del disco, l’artwork molto pop è curato da Fra, Bello il mix a cura di Umberto Badioni. Leggero, senza sovraincisioni invedenti. Da sentire.

Emanuele Mandelli

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