Short Story, aspirapolvere

Short Story, aspirapolvere

Tramite Facebook il dottor Attila (in città conosciuto e apprezzato come medico) lanciò un messaggio disperato: “Caro aspirapolvere, comprendo che la vecchiaia ti crei qualche problema, tuttavia vorrei farti notare che almeno le briciole dovresti ancora aspirarle e non sputazzarle fuori con disgusto e violenza.”

Immediatamente il popolo di Fb si mobilitò con suggerimenti e osservazioni: “Magari il sacchetto è pieno; magari il tubo è ostruito e nel caso sarebbe opportuno intervenire con una tracheotomia; se il suddetto elettrodomestico è obsoleto prova a cambiarlo.” Il numero delle amenità crebbe in maniera esponenziale, ma a quanto pare senza venire a capo del problema, tanto che il giovane quanto illustre erede di Ippocrate si sentì in dovere di tranquillizzare i vari corrispondenti: “Sono passato alle minacce e, in verità vi dico, qualche modesto risultato c’è stato: all’udire la parola ‘discarica’ l’attrezzo ha avuto un sussulto d’orgoglio, ma credo proprio che in futuro dovrò utilizzarlo in altro modo, magari come soffiatore.”

Il popolo di Fb si rassegnò all’idea e non ebbe altro da eccepire. Tranne Calvo Pépàsh, che con quel coso lì aveva un conto aperto: infatti in un tempo precedente si era dotato del meglio esistente sul mercato, con un notevole quanto “folle” sacrificio economico, per poi scoprire che non gli serviva assolutamente a un cazzo in quanto c’era una signora che veniva a fargli le pulizie in casa una volta alla settimana, ed essendo donna all’antica preferiva usare la scopa.

Sempre alle prese con una pensione che non gli permetteva di realizzare a pieno i suoi indicibili sogni, Calvo Pépàsh, si fermò a riflettere: “Se non aspira ma espira, si tratta soltanto di regolargli la potenza verso l’esterno e farlo diventare uno sparapolvere dotato di batteria.”

Detto, fatto. E fu rapina.

Il capitano della locale caserma dei Carabinieri si rifiutò di partecipare alla conferenza stampa e affidò la presentazione della risoluzione del caso al maresciallo Calabiano Moresco, titolare di una stazione periferica dell’Arma e autore dell’arresto. Uno che non aveva peli sulla lingua, ma anche dotato di un controllato senso dell’umorismo: “Nei giorni scorsi, come ben sapete, la premiata salumeria ‘Mutuo quinquennale’ è stata vittima di un evento delittuoso. Alle ore 11,32 un malvivente con il volto travisato da un passamontagna è entrato nel locale adibito alla vendita esibendo un congegno dall’apparente sembianza di un aspirapolvere. Senza chiedere il permesso a nessuno lo ha passato al suolo, dopo di che lo ha brandito come un’arma contro gli astanti gridando ‘fermi tutti, questa è una rapina.’ A titolo intimidatorio ha poi ‘espirato” contro la vetrina il contenuto testé raccolto, ivi compresi alcuni elementi sospetti e attualmente all’esame dei laboratori Nas. Il rapinatore si è appropriato di un vasetto di funghi porcini sott’olio, due etti abbondanti di prosciutto crudo, alcune porzioni di cotechino già cotto con annesse lenticchie, 381 grammi di Parmigiano grattugiato e due filoncini di pane ‘a la parisienne’. Poi, puntando ‘l’espira polvere’ contro la cassiera, si è fatto consegnare il contenuto del registratore di cassa: cambiali e assegni post datati per un ammontare di alcune migliaia di euro, oltre ai rimasugli metallici per i resti da dare a eventuali clienti pagatori in contanti. Avvisati da alcuni passanti esterni che avevano assistito al fatto, i militari dell’Arma si sono immediatamente recati sul posto e hanno arrestato il rapinatore all’uscita del negozio. Al momento non possiamo fornirvi altri elementi in quanto il soggetto incriminato è ancora sottoposto ai dovuti esami psichiatrici predisposti dalla Procura della Repubblica.”

Beppe Cerutti

 

 Input: Attilio Galmozzi. Ringraziamenti a coloro che hanno partecipato alla ricostruzione dei fatti.
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