Short Story, idea

Short Story, idea

Quando si rese conto di essere in gestazione dentro la pancia di una donna d’origine proletaria ma di indole piccolo borghese disse “e cazzo così non vale!”

Perché non era mica un’Idea pirla. Anzi, le sue belle ambizioni le aveva, eccome!

Aveva incominciato a prendere le misure fin da quando, alcuni milioni di anni prima, era nel mondo dei pensieri astratti di tutti quelli che vagheggiavano una discendenza, ma anche di quelli che non gli passava neppure per le palle: tutt’al più una botta e via.

L’Idea aveva già stabilito le priorità: femmina va anche bene, ma solo a condizione che Cielo e Terra fossero di stirpe almeno olimpica, altrimenti vaffanculo, che uno stronzo qualsiasi di sicuro lo si trova. Maschio è meglio, perché lì le opportunità non mancano, senza dover scomodare stirpi aristocratiche o borghesie arricchite.

Ma si sa, almeno noi lo sappiamo, che ciò che fluttua nell’universo fantastico, a volte si distrae: con tutto quello che lì intorno c’è da vedere! Il sogno ipotizzato, che come tantissimi altri era in lista d’attesa, si distrasse, forse per colpa della Via Lattea, magari perché si perse a inseguire le cicogne oppure a curiosare sotto le foglie del Grande Cavolo. Chi lo può sapere!

Sta di fatto che un paio di coglionazzi arrapati e magari anche innamorati “cecati”, eredi lontanissimi di una coppia buttata fuori a calci dalla Pensione Eden all’epoca delle Mele e dei Serpenti, decise che ci si poteva spingere “oltre” e provare l’emozione del salto nel buio: “Dài che proviamo a fare quella cosa lì.”

E fu così che l’Idea si trasformò in embrione senza essere stata avvertita!

Beppe Cerutti

 

Immagine: René Magritte, Gli amanti.
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