Short Story (non tanto short) di Capodanno, il furto

Short Story (non tanto short) di Capodanno, il furto

Il mistero del furto alla Manifattura tabacchi.

Rubati oltre mille milioni di cartine per sigarette e alcuni quintali di filtri. Il presidente dell’Associazione internazionale dei tabaccai, Nick O’Tine, lancia l’allarme: “Professionisti che hanno agito su commissione, si vuole destabilizzare il mercato”. L’industriale Mack Inèta Fadaté respinge sdegnato le insinuazioni e minaccia azioni legali. S’indaga negli ambienti dei consumatori alternativi ma non si esclude neppure la pista che potrebbe condurre alla varie associazioni di volontariato che sostengono la lotta contro i tumori.

Dal nostro inviato (a pag. 6)

“Stronzate!” disse il commissario Carbonio. Ma non era assolutamente convinto di quello che stava dicendo: “Secondo loro dovremmo tirar dentro l’intero mondo che gira attorno al tabacco, scatenando una crisi politica planetaria, senza escludere le associazioni dei fumatori di pipa e i sostenitori del sigaro toscano… Per non parlare di quelle teste calde che agitano il puro cubano a ogni pie’ sospinto. No, signori miei, esaminiamo i fatti. Innanzi tutto la disparità tra la quantità dei filtri e quella delle cartine. Si tratta di un diversivo. Sono pronto a scommettere che, attualmente, il 90 per cento dei locali pubblici della nostra penisola ha appiccicato alla porta del cesso un cartello: Si prega di non buttare assorbenti nello scarico del water. Ispettore Monossido, indaghi!”

Cazzo, commissario, sono quintali di carta igienica…

“Rifletta Monossido, rifletta, perché ci troviamo di fronte una banda che ha agito con fantasia e che ha, per il momento, inesplorate ramificazioni. Lei, per esempio, quanto impiega a fare la pipì?”

… Commissario…

“Non arrossisca e usi razionalità. Se lei fosse un rappresentante di commercio che nell’arco della giornata deve visitare almeno una ventina di clienti, essendo complice della macchinazione, chiederebbe di andare al cesso in numero uguale agli incontri programmati. Considerando che una minzione effettuata da un normale soggetto di sesso maschile con qualche lieve disturbo alla prostata dura dai trenta a cinquanta secondi, più scrollatina e, mi auguro, conseguente lavata di mani, lei avrebbe  a disposizione il bagno di un esercizio pubblico per circa un minuto e trenta secondi. Se l’agente commerciale è donna il tempo si triplica, per altre ragioni estranee alle funzioni fisiologiche e che al momento non ci interessano. Noi stiamo supponendo di avere a che fare con una struttura organizzata capillarmente. Nei tempi descritti e con lo sciacquone che va, e considerando le dimensioni dei filtri, quanto tempo pensa che ci voglia per smaltire pochi milioni di filtri? Indaghi Monossido, indaghi.”

Sì… commissario… Ma vedi tu che mi tocca fare…

“Appurato che i filtri sono un diversivo, poniamoci alcune domande: in che data è stato commesso il furto? A chi giovano i milioni e milioni di cartine indirizzate a chi ‘rolla’ e che, in genere, sono derivate da piante di riso, canapa o lino? Vi prego di accantonare tutte le supposizioni avanzate dai giornali. Allargate il campo delle indagini all’immigrazione clandestina, alle campagne pubblicitarie dedicate agli innamorati e al terrorismo ecologico.”

L’astinenza l’ha fatto impazzire! Poveretto.

Da anni lo stimato funzionario del ministero degli Interni, dirigente di un Commissariato alla Pubblica sicurezza, stava tentando di smettere di fumare. La prima alternativa era stata la liquirizia di legno ma quando gli fecero notare che andando avanti di quel passo, anzi, di quelle masticate, avrebbe potuto essere accusato di complicità nella distruzione del sistema arboreo calabro-abruzzese, optò per le pasticche alla menta, guadagnandoci alcune carie ai molari e qualche bruciore di stomaco. Intraprese il cammino mistico dell’orecchino al lobo e poi quello salutistico dei cerotti, che si applicò anche sui gomiti, sulle natiche oltre che sul petto e sulla fronte. Adesso ci stava provando con i cioccolatini.

Lei è pazzo!

Il commissario Carbonio non fece una piega e scartocciò dell’involucro argentato un altro “bon bon d’amour”. Conosceva il procuratore della Repubblica da almeno trent’anni. Sotto il naso esibiva baffoni grigi alle estremità, ma di color biondo tossico sotto le narici. Da magistrato comunista di lunga data continuava, di nascosto, a scarbonare Gauloise a tutta manetta.

Caro amico, non sono più quelle di una volta! Se non ricordo male, ai tempi lei spippazzava le Nazionali. Ma comunque è pazzo! Pretenderebbe di avere in mano movente e mandante soltanto perché mangia cioccolatini per smettere di fumare?! E poi, che centrano i cinesi con i cioccolatini?!

“Dottore, in un caso come questo bisogna provare a volare alto camminando con in piedi per terra.”

Un’altra battuta come questa e la spedisco all’ufficio passaporti!

“Esaminiamo i fatti, all’apparenza lontani e scombinati. Gli ecologisti denunciano la distruzione delle foreste e come ex masticatore di liquirizia di legno ne so qualcosa, ho ricevuto lettere di minaccia. Il legno serve anche per fare la carta. Dunque, basta: ricicliamo la carta usata. Ma la carta non serve soltanto per fare giornali, libri, quaderni e quant’altro di dozzinale. Per esempio ricordo che nel settore alimentare i salumi sono una cosa, i dolci un’altra. Confezionamenti diversi, ed è sconsigliabile usare carta riciclata se si guarda all’immagine del prodotto che si vuole commercializzare. Però bisogna contenere i costi. Noti la finezza, ho detto commercializzare e non vendere. Non so se rendo l’idea?”

Oooh… cazzo, come no! Commissario, nel frattempo gradirebbe un “Celtic” d’annata, ancora di quelle avvolte in “papier de ris”? Se li ricorda, immagino, quei bei sigarettoni francesi grossi come il dito mignolo fatti su con le cartine gialle… Un momento, cazzo, carta di riso… La stessa delle cartine rubate alla Manifattura tabacchi. Vada avanti Carbonio!

“Appunto, carta di riso. Ideale per avvolgere cioccolatini, leggera e adattabile a qualsiasi forma. Poi il cioccolatino passa  alla fase successiva di confezionamento e viene avvolto nella stagnola o come cavolo si chiama adesso. L’ultimo che ho scartato conteneva un divertente messaggio relativo a certi bisticci tra amanti che poi rinnovano i fasti dell’amore. Ha capito?”

Non ci posso credere! Movente e mandante per affrontare la crisi di mercato, soprattutto nei settori di consumo superfluo. Ma lei tira in ballo anche i cinesi…

“Questione di concorrenza. Ciò che conta è la novità. Senta questa: ‘Il nostro amore non può essere come un mare senza marinai’. E’ stata mutuata, e storpiata, da un verso di un tizio che si chiamava Rainer Maria Rilke ed è servita per reclamizzare una marca di preservativi…”

Lo conosco… Il poeta, intendo…

“Ebbene, soffermiamoci ancora per un momento sulle reclamizzazioni commerciali. Ogni prodotto, o quasi, si porta appiccicato un bollino di cosiddetta certificazione d’origine: mele, banane, arance, pane, pasta, vino, olio, persino gli sturalavandini! Siamo sommersi da attestati di garanzia, cazzo!”

Carbonio, quagli, i cinesi, quagli…

“Se quaglio scoppia una crisi internazionale. Un paese vicino, vicinissimo, potrebbe contestare gli accordi sui nostri lavoratori frontalieri e magari, anche, se gli girano le palle, bloccare le emigrazioni clandestine di capitali. Sarebbe come dire che l’intero corpo della Guardia di finanza rimane senza lavoro. Mi chiedeva dei cinesi. Per battere la concorrenza una multinazionale ha bisogno di originalità. Milioni di cartine per sigarette sono rientrate in Italia con frasi d’amore scritte in cinese, a mano, a mano, a mano! Un tocco di classe che ha inoltre consentito a quei filibustieri di aumentare il prezzo del prodotto. Che cazzo ci vuole per quelli là scrivere una qualsiasi stronzata sopra delle cartine per sigarette? Duecento, trecento, quattrocento, mille  milioni? Nessun problema, ve le rimandiamo domani pomeriggio, tempo permettendo. Il furto è stato commesso all’inizio dell’anno, ricorda?  Bene, lei cos’ha regalato alla sua signora in occasione di San Valentino, visto che siete sposati da un secolo? Una banale scatola di cioccolatini. L’ho fatto anch’io. Non con sua moglie, con la mia, ovviamente. L’ha guardati il bigliettini?”

..…

“Male. Mia moglie ha studiato un poco il cinese ma non mangia cioccolatini per cui me li sono sbafati tutti io. Dal 13 febbraio mi guarda male e non certo perché mi sono abbuffato. Sa cosa ho trovato, scritto su carta di riso trafugata dalla Manifattura tabacchi?”

No…

“Cara ti amo, questo è un cioccolatino scritto in mandarino! Voglio un avviso di garanzia internazionale per l’intero Consiglio d’amministrazione della N…”

Si calmi Carbonio, si calmi. E niente nomi, perché qui dentro le pareti hanno orecchie. Anch’io ho letto una di quelle strofette. Guardi che c’è scritto: 北京大学出版社

“E che cazzo vuol dire?”

Edizioni universitarie di Pechino. Mia moglie non è stata molto contenta. Si calmi commissario Carbonio… L’intera questione  è ormai di competenza ministeriale e dica alla sua squadra investigativa di smetterla di frequentare i cessi degli esercizi pubblici. Per noi il caso è chiuso. E la smetta di rimpinzarsi di bon bon al bacio, sta assumendo le dimensioni di una mongolfiera e poi non ha più l’età per certe svenevolezze!

“Senti chi parla, 北京大学出版社. Romanticone!”

Beppe Cerutti

 

 

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