30 Ott 2026, Ven

Teatro San Domenico: il palinsesto rivolto alle scuole

La Fondazione propone sei matinée con la direzione artistica
di Nicola Cazzalini e “La bisbetica domata” in orario serale.
 
Crema, 21 settembre 2026 – Cazzalini: “Abbiamo costruito un cartellone eterogeneo, guidato da un unico grande filo conduttore: l’amore verso sé stessi e verso gli altri.”
 
Ogni anno il Teatro San Domenico propone alle scuole un palinsesto interessante allo scopo di avvicinare le giovani generazioni al teatro.
Per la stagione 2026/2027 gli spettacoli saranno sei previsti al mattino alle ore 10.00 per permettere agli Istituti del territorio di includerli nel piano formativo proposto agli studenti. È stato inoltre aggiunto al palinsesto lo spettacolo “La bisbetica domata” in orario serale, facente parte della stagione teatrale diretta da Maurizio Colombi.
La direzione artistica delle sei matinée è affidata a Nicola Cazzalini: “La nuova stagione dedicata alle scuole del Teatro San Domenico nasce dalla continua ricerca di dialogo con le nuove generazioni attraverso la pluralità dei linguaggi che il teatro mette a disposizione. Abbiamo costruito un cartellone volutamente eterogeneo, capace di parlare con la giusta sensibilità alle diverse fasce d’età, ma guidato da un unico grande filo conduttore: l’amore verso sé stessi e verso gli altri. In un’epoca complessa come la nostra, crediamo che il teatro possa essere il luogo dove incontrare mondi possibili. Il teatro non offre risposte, non indica strade sicure.
Il teatro educa all’ascolto, al tempo offerto alla riflessione, alla ricerca, al confronto.
Suggerisce che la strada dia intraprendere sia quella da costruire insieme, passo dopo passo.
In questo senso il tema che intercorre tra tutti gli spettacoli scelti è quello dell’empatia: solo aprendoci alla comprensione dell’altro possiamo imparare a stare bene con noi stessi e a costruire, insieme, una società giusta, inclusiva e collaborativa.”
 
“La Fondazione San Domenico crede che avvicinare i ragazzi al teatro significhi costruire, giorno dopo giorno, il pubblico di domani, ma soprattutto offrire loro un’esperienza che può lasciare qualcosa anche al di là dello spettacolo. – dichiara Gianluca Savoldi, consigliere della Fondazione San Domenico, con delega al teatro – Per questo considero particolarmente importante il lavoro che Nicola Cazzalini porta avanti con grande attenzione e sensibilità nella costruzione della proposta dedicata alle scuole. Abbiamo scelto di proporre spettacoli differenti per età, linguaggi e modalità di narrazione, perché i bambini e i ragazzi non sono un pubblico unico e indistinto: hanno esigenze, curiosità e sensibilità diverse, che il teatro deve saper intercettare. Dal Pinocchio raccontato attraverso la musica ai temi dell’adolescenza, dall’incontro con una storia come quella de “Nel mare ci sono i coccodrilli” fino alle proposte rivolte ai più piccoli, il cartellone offre occasioni per emozionarsi, riflettere, confrontarsi e, soprattutto, per vivere il teatro. C’è poi un aspetto che ritengo fondamentale: portare le scuole dentro un teatro significa far conoscere ai ragazzi anche il luogo fisico della cultura, far loro scoprire il palcoscenico, la platea, il rapporto diretto tra chi racconta una storia e chi la ascolta. È un investimento culturale che forse non produce risultati immediati, ma che può accompagnare una persona per tutta la vita. La Fondazione vuole continuare a fare del San Domenico un teatro aperto alla città e al territorio, capace di parlare a pubblici diversi. E se riusciamo a far entrare in sala un bambino di sei anni, un ragazzo di quattordici o un giovane delle scuole superiori, abbiamo già compiuto un passo importante: abbiamo dato loro la possibilità di scoprire che il teatro può essere un luogo in cui riconoscersi, interrogarsi, emozionarsi e stare insieme.”
 
“La novità di quest’anno è che il teatro esce e va nelle scuole. Nei prossimi giorni, infatti, Nicola, sarà nelle primarie di Montodine, Ripalta Cremasca e Credera, e poi a Crema nelle primarie di Castelnuovo e San Bernardino, per illustrare gli spettacoli, invitare i ragazzi e le loro insegnanti a teatro, per raccontare quanto è bello andare a teatro! – spiega Roberta Ruffoni, responsabile generale della Fondazione San Domenico.
Vediamo gli spettacoli nel dettaglio.
Mercoledì 18 novembre alle 10.00 si terrà “Un Pinocchio… a suon di musica!” a cura dell’attore Nicola Cazzalini e Simone Bolzoni al pianoforte. Lo spettacolo è rivolto alle Scuole Primarie, per bambini dai 6 anni. Si tratta di una produzione del Teatro San Domenico in occasione dei 200 anni dalla nascita di Carlo Collodi.
Una speciale quanto curiosa rilettura della celebre favola “Pinocchio” che rivive non solo nel racconto, ma anche nelle musiche che hanno reso celebre la sua storia cinematografica e televisiva.
L’idea degli artisti è quella di proporre un racconto teatrale di immediato ascolto che, con semplicità di linguaggio, unisce voce e suono, creando un’atmosfera fiabesca in un gioco di ritmo, parole e melodie.
Un dialogo intrecciato fra la narrazione e la musica, come “strumento d’emozione”, con il coinvolgimento diretto degli spettatori presenti.
 
Mercoledì 27 gennaio alle 10.00 si terrà “Hikikomori/Van Gogh – Storia di un ordinario fallimento”, di e con Francesco Errico ed Emanuele Fantini, regia di Francesco Errico, spettacolo rivolto alle Scuole Secondarie di Secondo Grado, per ragazzi dai 14 anni.
Fra è un adolescente che non esce più di casa. È così da un po’ ormai, mesi o forse anni. Non vuole più vivere nella realtà che lo circonda. Non vuole più vivere in quella società, quella dove lui è cresciuto, fatto di ritmi isterici, di vite votate al dovere e di ottimi voti che servono soltanto a essere migliori degli altri. Da camera sua cerca delle risposte. Attraverso i motori di ricerca digitali, vomita domande per trovare una risposta al senso di alienazione che prova. Delle tante, una lo colpisce più delle altre: è un nome, Vincent Van Gogh. Seppur diversi sotto tanti aspetti, Fra trova una connessione con l’artista più famoso di tutti. Da alcuni stralci di Lettere a Theo, il giovane ragazzo si rivede nel giovane pittore, nei rapporti dell’artista con una società denigratoria, una famiglia ostacolante, una strada solitaria.
 
Mercoledì 17 febbraio alle 10.00 si terrà “Nel mare ci sono i coccodrilli” a cura della Compagnia Teatroallosso e Lanterne Magiche, regia di Sara Passerini, spettacolo rivolto alle Scuole Secondarie di Primo Grado, per studenti dagli 11 anni.
Sul palco ci saranno 15 ragazze e ragazzi tra i 14 e i 18 anni: Riccardo Bianchessi, Irene Brichetti, Anita Cazzalini, Giulia Cerri, Emma Crepaldi, Alberto Dulcimascolo, Sara Giordano, Irene Gnatta, Viola Montanaro, Viola Nicoli, Livia Nowelle Palmieri, Mariachiara Poma, Serena Raimondi, Luna Viviani, Simona Zucchelli.
Liberamente tratto dall’omonimo testo di Fabio Geda, lo spettacolo racconta una storia di migrazione attraverso l’esperienza di Enaiatollah Akbari, un ragazzino afghano di 10 anni che da un giorno all’altro si trova costretto a scappare dal proprio paese e partire da solo per un viaggio che lo porterà ad attraversare clandestinamente sei diverse nazioni nell’arco di otto anni, fino alla maggiore età.
Lo sguardo dell’infanzia tuttavia non scompare mai, resta capace di stupirsi e di immaginare, sfugge a ogni definizione di giusto o sbagliato, di legale o illegale.
Lo spettacolo nasce all’interno del laboratorio di sperimentazione teatrale per adolescenti organizzato da Teatroallosso, a partire dalla volontà condivisa dai ragazzi di promuovere consapevolezza e solidarietà rispetto ai flussi migratori che attraversano drammaticamente i territori del Medio Oriente e del Mediterraneo.
 
Giovedì 4 marzo alle 10.00 si svolgerà “Toc Toc” a cura della Compagnia La Luna nel Letto, con Deianira Dragone e Anna Moscatelli, drammaturgia e regia di Raffaella Giancipoli, spettacolo rivolto alle Scuole dell’Infanzia, per bambini dai 3 anni.
In una notte piena di silenzio, una bambina si avventura nella stanza accanto alla sua per vedere com’è fatta la nuova arrivata. Si chiama Deda questa avventuriera e lei, un’inquilina in casa sua, proprio non la voleva. Deda è un’accanita esploratrice e colleziona pezzetti di mondo nelle sue scatole matrioska. Piccoli tesori per imparare e nominare il mondo.
Li raccoglie e conserva con meticolosa cura per giocarci poi ogni volta che vuole, per giocarci da sola. La nuova arrivata si chiama Nana e del mondo di fuori non sa nulla. Sa ciò che può vedere e può toccare. Non ha ancora parole per dire ciò che pian piano scopre. Il suo mondo è qui, è ora, ed è piccolo come un guscio di noce, come una rosa che sboccia. In una notte piena di stelle Nana e Deda impaurite e attratte l’una dall’altra, condividono tempeste e cavalli, altalene e barche, spazi sottomarini e carillon danzanti. Ma nessuna delle due è disposta a dividere l’amore della loro mamma: è mia! No, è mia! In una notte piena di stelle e di silenzio, Nana e Deda si incontrano, si scontrano, inciampano nella paura di crescere, si spaventano, si scoprono e si riconoscono nel coraggio di andare. Sorelle.
 
Mercoledì 17 marzo alle 10.00 si terrà “BU!”, spettacolo visuale in silent headphones play, a cura della Compagnia Roerso Mondo, rivolto alle Scuole Primarie, bambini dai 6 anni. Per la prima volta al Teatro San Domenico, si tratta di una performance da ascoltare con le cuffie.
Di e con Susi Danesin, regia di Susi Danesin e Gaetano Rocco di Guadagno, liberamente tratto dalla fiaba “BU!” di Marco Gnaccolini** dal Ciclo “Silent Tales – Fiabe Ecologiche” di Roerso Mondo ETS.
Nella città di Lumi c’è sempre la luce e anche la notte. È sempre luminosa.
Ci sono operai che si occupano di tenere sempre accese tutte le luci, prendendosi cura delle lampadine, delle abat-jour…
La luce dà sicurezza, rende più produttive le persone, fa in modo che tutto scorra senza problemi.
Un giorno però succede qualcosa…
 
Mercoledì 31 marzo alle ore 10.00 si terrà “Romeo + Giulietta – L’inferno dell’amore” a cura della Compagnia Caraval, rivolto alle Scuole Secondarie di Secondo Grado, per ragazzi dai 14 anni.
In tempi segnati da divisioni, conflitti e rancori sempre più diffusi, Romeo e Giulietta ci parla con forza sorprendente. Viviamo in un mondo dove l’odio e l’indifferenza si insinuano nelle relazioni senza che ce ne rendiamo conto. Con questa rivisitazione vogliamo porre una domanda fondamentale: esiste davvero un’altra via, oltre il conflitto?
Lo spettacolo è ambientato all’Inferno, dove due personaggi simili a diavoli trovano un vecchio baule colmo di oggetti di scena e un copione. Da quel momento, cominciano a giocare, interpretando i diversi ruoli della tragedia di Romeo e Giulietta.
Inizialmente, il loro gioco ha toni leggeri, quasi ironici, come se stessero divertendosi a prendersi gioco della storia. Ma, a poco a poco, la situazione si fa più seria, e quella che era iniziata come una parodia diventa una narrazione profonda, che trascina i personaggi (e il pubblico) in una riflessione oscura e inquietante sulla natura dell’odio e del rimorso.
L’alternanza costante tra ironia e tragedia, unita all’atmosfera gotica costruita con cura da luci, musiche e scenografie, accompagna il pubblico in un crescendo emotivo, amplificando l’impatto della rivelazione e lasciando alla fine un senso di inquietudine e di riflessione sulla natura dell’odio, dell’amore e della condanna eterna.
 
Il 18 dicembre alle ore 21,00 si svolgerà la commedia “La bisbetica domata” di William Shakespeare, spettacolo con Amanda Sandrelli tratto dalla stagione teatrale 26/27 diretta da Maurizio Colombi.
Lo spettacolo è rivolto alle Scuole Secondarie di Secondo Grado, per ragazzi dai 14 anni (max 100 posti, ticket 10 euro, 1 biglietto omaggio ogni 20 paganti).
Caterina è un personaggio che incarna un’ambiguità affascinante, un paradosso che la rende molto più complessa di una semplice “dama addomesticata”. La sua figura si presenta come un groviglio di contraddizioni: antipatica e intransigente, a tratti sboccata e con posizioni integraliste, qualcuno la definirebbe persino pazza. Eppure, sotto questa corazza, si cela una profonda libertà, un’adolescenziale e romantica aspirazione a un mondo in cui il matrimonio sia un atto d’amore, non una transazione sociale. Nella Padova shakespeariana de La Bisbetica domata, l’ambiguità non è prerogativa esclusiva di Caterina. Tutti i protagonisti sono segnati da colpe, intrappolati in una rete di ipocrisie e convenzioni sociali.
In una società profondamente maschilista come quella inglese di fine Cinquecento, l’immagine di una Caterina “addomesticata” poteva apparire, all’epoca, come un personaggio comico, e la commedia come un edificante lieto fine.
Oggi, la rappresentazione non suscita più un senso di edificazione o di lieto fine. La visione che Caterina vorrebbe riscrivere le regole, opporsi alla madre e allo sposo, si scontra con una realtà fatta di umiliazioni e violenza. La sua sofferenza non è più fonte di riso, ma un’esperienza dolorosa e angosciante, pianificata fin dalle prime battute di Petruccio. Lui non è un uomo che cerca di conquistare una donna, ma un dominatore che mira a piegare una ricca e desiderabile preda, sapendo esattamente come farlo, con la forza o con l’inganno.
Durante la rappresentazione, tra risate, travestimenti e dichiarazioni d’amore, si cela una violenza che raggiunge livelli da incubo. Ma il vero orrore si consuma dietro le quinte, in un luogo inaccessibile agli spettatori.
Quando la porta si chiude, non arriva nessun principe azzurro a salvare Caterina. Lei piega la testa, ridotta a una creatura sottomessa, un “cagnolino” privato della sua forza e della sua identità. Di Caterina, quella ragazza ribelle e passionale che sognava l’amore, non rimane che un’ombra. Costretta all’umiliazione totale, tutti le voltano le spalle. Cosa l’attende tra le mura domestiche è un mistero, un problema che la riguarda esclusivamente. Noi, spettatori, possiamo solo fingere di essere felici, di celebrare un lieto fine che è in realtà una tragedia silenziosa.
La commedia, in fondo, è solo una maschera dietro cui si cela una realtà ben più oscura e disturbante. L’”addomesticamento” non è una vittoria, ma una sconfitta, una perdita irreparabile di sé. E la risata, in questo contesto, suona come un’amara beffa. La vera domanda non è se Caterina sia stata addomesticata, ma a quale prezzo.
 
Per adesioni alla stagione proposta alle scuole, è necessario contattare la segreteria del teatro scrivendo una mail a info@teatrosandomenico.com.
I biglietti non sono acquistabili online.
 
INFO TICKET
Spettacoli diurni € 6,00
OMAGGIO: Insegnanti, educatori e alunni con disabilità (Legge 104 Articolo 3 Comma 3)
Spettacolo serale € 10,00
Max 100 posti, 1 biglietto omaggio ogni 20 paganti
 
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