Tre atti vandalici alla casetta del Salice bianco del Parco del Serio a Casale Cremasco

Tre atti vandalici alla casetta del Salice bianco del Parco del Serio a Casale Cremasco

Nelle settimane scorse, a distanza di pochi giorni uno dall’altro, tre atti vandalici hanno rovinato la casetta del Salice bianco, in territorio di Casale Cremasco e gestita dal Parco del Serio.

Sono state rotte prima le telecamere, poi sono stati sfasciati gli arredamenti interni, infine e è stata divelta una finestra.  Sono anche comparse delle scritte con una svastica.

I danni sono stati notevoli.  Il Parco del Serio aveva sporto denuncia ai carabinieri di Camisano che hanno subito iniziato le indagini. A distanza di poco tempo il lavoro degli inquirenti ha dato i frutti sperati.

Grazie all’abilità investigativa dei carabinieri e all’ausilio delle telecamere sono stati identificati alcuni degli autori degli atti vandalici. Le indagini proseguono.

Dai carabinieri non trapela nulla, ma nei comuni di Sergnano e Casale alcuni dei genitori dei ragazzi coinvolti si sono rivolti ai rappresentanti istituzionali per chiedere delucidazioni, che però non possono essere fornite per non compromettere le indagini ancora in corso.

«Sono molto soddisfatto- sottolinea Basilio Monaci, presidente del Parco – per i risultati ottenuti dai carabinieri. Era nostro dovere sporgere denuncia. Sono stati commessi una serie di reati dalla violazione di domicilio, al danneggiamento, al non rispetto delle norme anticovid. Mi auguro che le indagini vengano chiuse con l’identificazione di tutti i ragazzi coinvolti, soprattutto i leader. Importante è stata la collaborazione con il comune di Casale Cremasco Vidolasco. Per una questione di giustizia e di rispetto verso i cittadini è giusto che gli autori paghino, ma non per una voglia di giustizialismo, ma perché capiscano l’errore commesso e non lo ripetano».

Sulla stessa linea Laura Comandulli, direttrice del Parco. «Alcuni genitori – fa sapere – mi hanno contatto per chiedermi informazioni, ma non ho potuto far altro che dire loro di aspettare la conclusione delle indagini. È positivo comunque che i genitori si stiano interessando alla vicenda e siano preoccupati. Spero capiscano che i propri figli devono rifondere la comunità del ben comune che hanno danneggiato nei modi che saranno stabiliti».

Più politico-sociale il commento di Antonio Grassi, sindaco di Casale Cremasco Vidolasco. «Ho visto – spiega – lo stato in cui è stata ridotta la casetta e mi sono chiesto perché succedono queste cose. Mi sono domandato anche se gli adulti abbiano delle responsabilità indirette di questa violenza gratuita. Nessun genitore si è posto domanda per quale motivo i figli restavano fuori casa anche dopo le 22 termine in cui scattava il coprifuoco? Ora i responsabili è giusto che paghino e rifondano il danno economico arrecato alla comunità. Ma forse questo è l’aspetto meno importante della vicenda. Occorre cercare la causa che porta i giovani a questi atti. Il compito delle istituzioni non è quello di punire, ma di prevenire e di costruire.  Detto questo, ringrazio i carabinieri per l’ottimo lavoro svolto. Ci tengo poi a sottolineare l’efficienza del nostro sistema di videosorveglianza che anche in questa occasione come in altre precedenti situazioni ha fornito un supporto importante alle indagini. Un grazie anche al presidente e alla direttrice del Parco per il rapporto di cordialità e collaborazione con il nostro comune».

 

27 aprile 2021

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