Vita da musicista. SIAE, un Giuda sulla strada del compositore

Vita da musicista. SIAE, un Giuda sulla strada del compositore

SIAE il cui acronimo significa Società Italiana Autori Editori, è stata fondata e voluta per proteggere e remunerare il valore della creazione artistica in ambito letterario e musicale.

Un gruppo di autori, compositori e artisti che dagli anni 60 hanno contribuito alla scena musicale italiana accompagnando le nostre vite, hanno costituito un fondo pensioni immettendo nella SIAE  una parte dei loro compensi a cui rinunciavano, per ottenere (con grande senso umano) un piccolo sostegno pensionistico garantendo a tutti gli associati  presenti con requisiti professionali da un certo numero di anni, un mezzo di aiuto e sopravvivenza negli anni in cui il talento e il riconoscimento artistico del pubblico si affievolisce.

Iniziativa lodevole non fosse per il fatto che siamo in Italia, paese dove a volte la realtà supera la fantasia e accadono cose “in leggera controtendenza rispetto a tutto il resto del mondo”.

La SIAE, ha rappresentato e rappresenta l’unico mezzo di riconoscimento economico alle opere artistiche scaturite attraverso la creazione intellettuale a chi è  un compositore o autore letterario (un esempio è il grande binomio Battisti e Mogol al secolo Giulio Rapetti).

Improvvisamente dal 2010 le pensioni SIAE non vengono più erogate mettendo in grosse difficoltà chi ci contava e campava, ci sono numerosi artisti di spicco nel panorama musicale italiano autori di successi negli anni 70 e 80 che in attesa dell’assegno hanno ricevuto una lettera di comunicazione della soppressione e annullamento definitivo dell’erogazione pensionistica SIAE.

Questo ignobile gesto non ha risparmiato nessuno di coloro che avevano contribuito a versare soldi nelle casse della SIAE a favore di questo fondo,  la risposta è: soldi non ci sono più.

Nella SIAE c’è stata una battaglia di poltrone ed è trascorso quasi un anno prima che ci fosse un nuovo cda, ma le pensioni restano comunque cancellate, costringendo gruppi e artisti di cui per rispetto non voglio fare nomi a riprendere in mano gli strumenti e tornare sulla scena a fare serate per 4 soldi, si deve mangiare, e ho visto in questi ultimi 2 anni per il poco tempo che ho soggiornato sul suolo italiano, artisti di grande talento ormai ultrasettantenni colpiti dal morbo di Parkinson o danneggiati nei loro movimenti, artisti che non hanno mai disdegnato un concerto benefico per la raccolta fondi in aiuto della ricerca medica o orfanatrofi e similari, far ricorso ai fans di un tempo per sbarcare il lunario, invece di ricevere il sostegno economico da essi stessi costituito.

Nel corso di Sanremo 2012 una coalizione di artisti aveva scritto una lettera da far leggere durante la manifestazione per sensibilizzare la gente ma soprattutto la politica, lettera che non è mai stata letta.

Ma cerchiamo di capire il meccanismo della SIAE per accorgerci di quanto sia perverso già nella sua normale funzione e questo ve lo racconto nel prossimo appuntamento .

Tony Magik

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