Voglio rendere omaggio al più grande viaggiatore cremasco di tutti i tempi, a mio giudizio: Giorgio Bettinelli, per chi l’ha conosciuto “Giorgino”. Non credo che nessun altro concittadino, in nessuna epoca, possa vantare un numero di paesi del mondo visitati e, soprattutto, un numero di chilometri percorsi pari al suo palmarès.
Ecco in breve la sua biografia.
Nato a Crema nel 1955, oltre che un grandissimo viaggiatore è stato anche musicista: esordisce nel 1973 con il gruppo Piazza delle Erbe, che pubblicò un unico album nel 1977 dal titolo Saltaranocchio, concepito come colonna sonora per uno spettacolo del gruppo Teatro Zero di Crema.
In collaborazione con il gruppo Pandemonium ebbe modo di lavorare con artisti di fama nazionale come Gabriella Ferri, Rino Gaetano (nel coro dell’indimenticabile Gianna), Gino Bramieri (come ospiti fissi nel suo programma G.B. Show) e Gigi Proietti, fino alla partecipazione al Festival di Sanremo 1979 con buon successo. Come cantautore pubblicò alcuni 45 giri con la RCA Italiana e in seguito con la Easy Records, collaborando con il famoso maestro Mazza.
Durante le scuole superiori si impegna con il Movimento Studentesco. Chi lo ha conosciuto ricorda il suo abbigliamento, allora considerato tra il bizzarro e l’eccentrico: indimenticabili le sue magliette a mezze maniche indossate sopra, anziché sotto, gli indumenti a maniche lunghe, e la bombetta. A quattordici anni inizia a viaggiare in autostop: partito da Crema raggiunge Copenaghen; l’anno successivo, sempre con lo stesso sistema, arriva in Tunisia e, successivamente, attraversa l’Asia in autobus. Nel frattempo si laurea in lettere presso l’Università di Roma: la formazione umanistica gli servirà per descrivere in diversi libri le sue avventure di viaggio attraverso tutti i cinque continenti, sempre a bordo dell’inseparabile Vespa.
Trasferitosi per qualche tempo in Indonesia, riceve come rimborso di un prestito fatto a un amico una Vespa, con cui attraverserà tutta l’isola di Sumatra. È proprio lì che matura l’idea di intraprendere il suo primo raid in Vespa: raggiungere il Vietnam partendo dall’Italia. L’idea si concretizza nel 1992: partito a settembre da Mentana (Roma), arriverà a Saigon nel marzo del 1993 dopo aver percorso 24.000 km.
Dal secondo raid inizia la collaborazione con lo sponsor Piaggio, che da allora fornirà supporto logistico alle sue imprese in tutto il mondo. Parte da Anchorage (Alaska) per arrivare alla Terra del Fuoco (Cile/Argentina) per complessivi 36.000 km.
Nel terzo viaggio parte da Melbourne (Australia) per raggiungere Città del Capo (Sudafrica), percorrendo 52.000 km tra il 1995 e il 1996.
Nel quarto viaggio, il più impegnativo, pericoloso ed avventuroso, che chiamerà Worldwide Odyssey, attraversa i cinque continenti in tre anni partendo dalla Terra del Fuoco per arrivare in Tasmania. Attraversando le Americhe, l’Alaska e la Siberia, arriva in Africa: qui, in Congo, viene rapito dai guerriglieri e spogliato di tutto, per poi essere liberato. Nonostante il trauma psicologico e la perdita totale dei suoi beni, l’esperienza non scalfisce la sua straordinaria determinazione. Una volta libero, l’esperto pilota-viaggiatore sceglie di non arrendersi: recupera i mezzi necessari e prosegue il suo viaggio costeggiando l’Asia fino all’Indonesia, raggiungendo poi l’Australia e da lì la Tasmania, meta finale.
A ognuno dei suoi avventurosi viaggi in solitaria Giorgio dedicò un libro. Le sue opere hanno avuto grande diffusione: il primo volume, In Vespa. Da Roma a Saigon, raggiunse la decima ristampa già nei primi anni di edizione.
Nel 2006 effettua l’ultimo viaggio in Cina, l’unico grande Paese che non aveva ancora attraversato e dove nel frattempo si era trasferito e sposato. Giorgio è morto a Jinghong (Cina) il 16 settembre 2008 a soli 53 anni, in seguito a un’improvvisa infezione, mentre stava lavorando al suo ultimo libro sul Tibet.
A Crema e nel territorio cremasco Bettinelli viene spesso ricordato con serate a tema e rassegne culturali. Il suo spirito libero vive attraverso community online e raduni di vespisti, tra cui il gruppo ufficiale “Giorgio Bettinelli” su Facebook e le commemorazioni su Vespaonline, che tengono viva la memoria delle sue epopee. La città gli ha inoltre intitolato il ponte pedonale sul fiume Serio che collega il quartiere di Castelnuovo a via IV Novembre.
Così ha postato via social Alberto Tuzza: storico, ricercatore, esploratore di cose cremasche. E non solo.
stefano mauri






