Anffas Crema: dopo la festa per i 50 anni l’impegno per l’inclusione continua

Anffas Crema: dopo la festa per i 50 anni l’impegno per l’inclusione continua

Con l’inaugurazione della casa di Io abito, sabato 11 dicembre, si sono ufficialmente chiusi i festeggiamenti per i primi 50 anni di Anffas Crema. Tante le famiglie, i soci, i sostenitori, le istituzioni che hanno voluto visitare la casa per la vita indipendente di persone con disabilità realizzata dall’associazione con il contributo, tra gli altri, di Fondazione Cariplo. “Nel rispetto delle normative anti Covid – spiega la presidente di Anffas Crema aps Daniela Martinenghi – abbiamo accolto le persone a piccoli gruppi. È stato bello poter condividere con tutti loro il nostro sogno realizzato”. Oggi la casa è abitata stabilmente da una persona, ma sono già avviati alcuni progetti di parziale domiciliarietà, unitamente a percorsi di palestra di vita il più possibile autonoma. In futuro potrà ospitare fino a cinque persone con disabilità plurime. E’ sempre prevista la presenza di un’assistente familiare. “Il nostro intento è quello aiutare queste persone a condurre una vita il più possibile autonoma, ascoltando prima di tutto i loro bisogni ed i loro desideri”.

I progetti di vita indipendente, coordinati dalla pedagogista Barbara Bergamaschi, “sono individualizzati. Mirano a valorizzare le peculiarità di ciascuno”. L’abitazione si compone di quattro camere, doppi servizi accessibili ed un ambiente unico adibito a cucina e soggiorno. L’aria natalizia già regna. L’atmosfera è accogliente. “Terminata l’emergenza sanitaria, gli abitanti della casa aspettano quanti vogliano incontrarli per un buon caffè in compagnia”. La casa dà attuazione al diritto alla vita indipendente statuito dall’articolo 19 della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e fornisce una soluzione alla delicata tematica del Dopo di noi, disciplinata dalla legge 112/2016. E’ un passo ulteriore “per costruire un contesto favorevole a tutti”. Definita come una situazione di svantaggio in un contesto sfavorevole, per Daniela Martinenghi “la disabilità riguarda tutti. Ed il nostro impegno per i prossimi 50 anni sarà quello di provare a costruire un contesto sempre più accogliente. Sempre più inclusivo, affinché tutte le persone possano sentirsi a casa”.

Ora il momento della festa è finito. “Voglio ringraziare quanti hanno voluto festeggiare con noi. Abbiamo avvertito calore, vicinanza e condivisione dopo un periodo così complicato”. Da PolentAnffas, al convegno, fino all’inaugurazione di Io abito, “abbiamo incontrato tante persone, abbiamo sentito un territorio vicino: del resto l’inclusione si fa insieme”.

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