Area Omogenea cremasca, la proposta c’è. Per l’Area Vasta con Lodi invece occhio al Referendum di ottobre

Area Omogenea cremasca, la proposta c’è. Per l’Area Vasta con Lodi invece occhio al Referendum di ottobre

Venerdì scorso il Coordinamento area omogenea cremasco ha fatto un passo importante. Hanno approvato lordine del giorno da portare in provincia per il riconoscimento del cremasco come Area omogenea istituzionalizzata. Sono 42 i comuni che aderiscono. L’idea sarebbe quella di far assumere la delibera entro il 22 aprile. Data della prima seduta del tavolo a cui partecipa la Regione. Intanto venerdì 15 aprile alle 17.30 in comune si tiene un incontro col sottosegretario Daniele Nava per la consegna di un documento che spieghi un po’ cosa sta succedendo nel cremasco.

Ma cosa porterà di concreto il poter chiamare la nostra zona Area omogenea cremasca? Intanto poter essere ai tavoli istituzionali come figura riconosciuta. Quindi non dipendere da un rappresentate della provincia di Cremona come un tempo. Ci sono ovviamente da tenere in considerazione scogli legati a sanità e scuola. Ma ne parleremo. Ma si continua a parlare di area vasta e area omogenea, “da mesi si discute sulla sua costituzione, ma nessuno sa esattamente quale sarà l’approdo. I confini e molti altri dettagli di primaria importanza sono sconosciuti o fumosi. Un’eventuale bocciatura del referendum costituzionale la cancellerà ancora prima di emettere il primo ruttino”, scrive Antonio Grassi, una delle anime di questa discussione.

Intanto si continua a parlare di Crema e Lodi, “due periferie per fare una centralità, questo è l’obiettivo”, continua Grassi, “Cremasco e Lodigiano insieme per contare nel futuro assetto territoriale della Lombardia. Per costituire un’Area vasta autonoma sganciata dalla metropoli (vale per il Lodigiano) e da Mantova (vale per il Cremasco). Due poveri non fanno un ricco, ma due debolezze possono produrre una forza. In matematica due negatività generano una positività. Le difficoltà sono enormi”.

Che non sia facile e che ci vogliano condizioni precise lo sottolinea anche la Lega, in un pezzo su La Provincia di sabato scorso si legge: “l’idea è buona visti i legami tra i due territorio. A patto che le due città mantengano l’autonomia di alcuni servizi specialmente in materia ambientale e urbanistica”. Posizione del deputato leghista Guido Guidesi che prosegue, “bisogna dire anche una cosa, che ad ottobre si sarà il referendum sull’autonomia e che il suo esito potrebbe cambiare le carte in tavola”.

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