Arturo Benedetti Michelangeli, quando lo sentii alla Scala ne rimasi folgorata

Arturo Benedetti Michelangeli, quando lo sentii alla Scala ne rimasi folgorata

Mi è capitato recentemente di risentire le sonate di Scarlatti nell’abbagliante esecuzione di Arturo Benedetti Michelangeli, pianista che mi rende ogni giorno più fiera di essere italiana. E’ un musicista che tutti abbiamo vissuto come una leggenda.

Quando è mancato, mi sono sentita esiliata dal mondo. E’ venuto meno un astro che ci aveva illuminato col potere della sua fascinazione. Dopo ogni suo concerto mi sentivo ubriaca di vita.  –  L’emozione, l’ammirazione, la rinnovata sorpresa si fondevano in un mix speciale davanti al fulgido esempio di sobrietà ed eleganza di ogni suo gesto sempre composto; la perfezione delle performance, sempre impeccabili, regalava la sensazione di trovarsi davanti a un miracolo.

Lo ricordo come una persona di luce e ogni rendez-vous con lui era un evento. La prima volta che l’ho sentito alla Scala, (al terzo tentativo, poichè per due volte il tutto esaurito mi aveva impedito l’accesso al concerto e la terza il maestro aveva un polso importunato) sono rimasta folgorata dalla bravura, ma anche dalla personalità effervescente.

Il programma prevedeva Bach, Scarlatti e Debussy.: esecuzioni scintillanti per l’abilità nei passaggi virtuosistici e per
l’espressività dei momenti lirici; arpeggi rutilanti, ottave granitiche, trilli cristallini, scale come stelle filanti, accordi pieni di suono caldo come certi tramonti invasi da un diluvio d’oro.

Sapeva cogliere a fondo la densità costruttiva del pezzo esaltandone la struttura. Nel suo pianismo si sentiva l’attenzione costante all’esattezza del suono, ma soprattutto al respiro interpretativo. Era un artista al più alto livello di eccellenza. Spingeva lo strumanto al limite delle sue possibilitè espressive .

Possedeva in sommo grado la capacità di comunicare al pubblico uno stato di grazia, catturandone e tenendo avvinta l’attenzione. Era in grado di creare un incantesimo  e trasmetterlo alla platea sedotta e soggiogata  dalla magia scaturita dalla tastiera sotto le sue mani. Il perenne plauso unanime è stato sempre meritatissimo e la sua figura brillerà immortale nel panorama musicale, restando un ricordo indelebile.

Eva Mai

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