Chiude la Birroteca, qualche ricordo sparso e un po’ di storia per questi bei 36 anni. Ma è davvero un peccato

Chiude la Birroteca, qualche ricordo sparso e un po’ di storia per questi bei 36 anni. Ma è davvero un peccato

Purtroppo la notizia la sapevo da un po’ e per una volta andando contro lo spirito giornalistico (e anche un po’ stronzetto) che comunque ho non ho voluto anticiparla. Forse perché pensavo che in qualche modo venisse ridimensionata. Invece alla fine è arrivato il comunicato che ha messo la parola fine a 36 anni di storia rendendo ufficiale che quest’anno a fine agosto non ci sarà la birroteca ad aspettarci alla Festa dell’Unità di Ombrianello. Non ci sono più soldi, le condizioni, etc etc etc. Le scuse saranno plausibili, per carità, ma è davvero un colpo al cuore pensare che Lei non ci sarà più. I motivi sono tanti. Lo esprimono bene i ragazzi dell’ultima leva nel comunicato che pone fine alla vicenda:

“Ogni cremasco ne serba un proprio ricordo: il primo bacio, la prima birra, il primo amore, la prima sbronza. Ha regalato ad ognuno qualcosa di diverso, unico nelle nostre gioventù, ma soprattutto raro per la nostra città”.

E’ del tutto vero. Anche perché di storie e sotto storie da raccontare in una vicenda nata nel 1984 ce ne sono una marea. Negli ultimi anni avevo preso con loro a fare il vecchio bastardo, anche se poi con Valentina di Gennaro e Riccardo Mineri soprattutto si è stretto un bel rapporto di amicizia (credo). Negli ultimi anni mi ero divertivo a criticare sempre per partito preso. Ma era bello sapere che c’erano. Era un bel gioco. Una bella certezza. Questi giovani incapaci, questo Mandelli scassapalle. Lo scorso anno non avevo scritto nulla, non stavo bene io per altre vicende. Speravo di poter ricominciare col gioco quest’anno.

Invece no. Ciao a tutti e tutti a casa. Finita la speranza di vedere grandi band, o grandi ciofeche, a Crema in quell’ambito. E di grandi nomi ne sono passati tanti. Ricordo che, nel 2011 quando avevano festeggiato i 30 anni, lo stand era punteggiato di una serie di drappi che ricordava le line-up della storia. Trovate qualche foto nella galleria. Alla guida della Birroteca per quell’importante traguardo c’era Marcella Benelli con un gruppo forato da: Bruno Garlini, Diego Garlini, Rossana Stellato, Stefano Luigino Bergami, Stefano Zaninelli, Max Cavallari, Mattia Gerli e Lara Galvani.

Prima ci sono stati Matteo Piloni e anche Mauro Giroletti e via via andando indietro fino alle epiche edizioni del Bonaldi e della Pierina firmate Yuri Ambroggi e Fabrizio Gamberoni e tornando ancora indietro, alla genesi della storia, che fu un box di lamiera di 150 metri all’interno della festa e il gruppo 14/30 nomi ormai storici della vita socio culturale cremasca come: Arcangelo Zacchetti, Claudio Cerioli, Peppo Bianchessi, Ada Giroletti, Giorgio Pagliari e Giorgio Marchesini.

Una storia iniziata con i manifesti fatti a mano da Peppo Bianchessi e l’impianto stereo di casa portato da Claudio Cerioli. Una storia iniziata con un temporalone estivo la prima sera che si placa alle 22, una prima sera che vede una marea di giovani accogliere con entusiasmo la novità. Esperimenti come la Birroteca negli Arci cremacshi, negli anni ’80 (ricordo lunghi mesi a San Bernardino. Sbaglio?). E poi tante altre storie partite da li. Il gruppo Ricrearci, laboratorio storico della vita giovanile cremasca. Alla fine degli anni 80 la Birroteca è il laboratorio da cui parte l’esperienza di Allenza progressista, con la candidatura di Renato Strada a sindaco di Crema.

E poi dopo un quinquennio sperimentale la voglia di proporre musica dal vivo con regolarità. Che coincide con l’arrivo di Fabri & Yuri su per giù. Nel 1988 sul palco del Bonaldi sale Elio e le Storie tese, sconosciuto, c’ero. Ubriaco come non mai. Ho anche la cassetta registrata dal mixer, credo che ci fosse lo scomparso Francesco quella sera alle leve. Erano gli anni della sala prove a Capergnanica. Quell’anno li c’era anche Bustrik, prima che Benigni si accorga del personaggio.

Ma è con gli anni ’90 che la Birroteca diventa lo spazio che conosciamo. Se i primi anni del nuovo decennio servono a lanciare le band cremasche che ancora oggi ricordiamo, Blue Velvet, Tabacco, Wild Breed, Kimera, a partire dal 1994 si inizia a guardare lontano. Quell’anno sbarcano a Crema i Casino Royale, gruppo punta del programma di quest’anno. Nel 1993 nasce il concorso Music in Progress. Nel 1996 si sbarca alla Pierina. La coppia Gamberoni/Ambroggi prende del tutto il controllo e si vede. Due nomi per il programma di quell’anno: Bluvertigo e Marlene Kuntz. La band di Morgan torna anche nel 1997. Nel 1998 tocca a Punkreas, Sisma e Mao e la rivoluzione.

Altro colpo nel 1999. I Verdena contattati ad inizio estate e presi per due lire esplodono nel corso della stagione con Valvonauta. Arrivano per la prima volta i Tre Allegri ragazzi morti. Nel 2001 si sbarca ad Ombrianello. Dopo un paio di anni di rodaggio la Birroteca torna in grande stile nel 1993 con One Dimentional Man, Meganoidi e Bugo.

Nel 2004 tocca a Linea 77 e Baustelle. Nel 2005 si prova anche un esperimento di cabaret con Max Giusti. Tornano i Marlene Kuntz. Con i 25 anni di storia si torna a valorizzare le band cremasche come agli albori. Il concorso Music in Progress viene intitolato allo scomparso Marco Manai. A fianco dei grandi nomi, Motel Connection, Rats, Sud Sound System. Negli ultimi anni i nomi mi si confondono un po’. Mi scuseranno i ragazzi ma è colpa mia sono vecchio. I Ministri e i Selton nel 2013. I miei amati Statuto. Giorgio Canali e poi l’arrivo del rap e dell’hiphop, Ghemon, Raein, Lnripley.

Va beh ma non deve essere una sfilata di nomi. Il fatto è che non c’è più. Ed è giusto lasciare alle parole integrali del loro comunicato l’appendice di questo pezzo.

Emanuele Mandelli

Il testo integrale del comunicato:

Addio, adieu, leb wohl e good bye.

E’ finita. Per trentasei anni la Birroteca è stata lo spazio dedicato ai giovani e alla musica che ha intrattenuto la fine delle nostre estati.
Ogni cremasco ne serba un proprio ricordo: il primo bacio, la prima birra, il primo amore, la prima sbronza. Ha regalato ad ognuno qualcosa di diverso, unico nelle nostre gioventù, ma soprattutto raro per la nostra città.
Purtroppo la direzione della Festa dell’Unità ha deciso di concludere questa esperienza. Da qualche anno la fine era segnata, ma il nostro gruppo ha tenuto in vita la Birroteca, con impegno e fatica, nella speranza di rimandare l’inevitabile. Abbiamo fatto il possibile perché così non finisse, ma le diversità di vedute tra il gruppo e la direzione hanno portato a questa conclusione.
Vogliamo ringraziare tutti. I volontari e i professionisti che hanno collaborato nel corso degli anni in ogni forma possibile. I musicisti che si sono esibiti sul nostro palco. Quelli che Crema non sapevano nemmeno esistesse, ma per un concerto hanno fatto molti chilometri di strada.
Infine un grazie sentito a voi, clienti affezionati della Birroteca, per essere stati con noi tutti gli anni, anche sotto i peggiori temporali. Un grazie anche a quelli per cui ogni anno la line up “era meglio l’anno scorso”, a quelli che la birra se la portavano da casa, a quelli che la preferivano senza schiuma (ciao L’Umbe), e a quelli che se la versavano da soli, perché, anche se si chiama Birroteca, non siamo mai stati mastri birrai. Ci mancheranno gli amici ritrovati ogni anno, le chiacchiere dietro al bancone, le bombe a fine serata con chi capitava.

A Crema la Birroteca ha segnato un pezzo di storia. Trentasei anni sono tantissimi, qualcuno l’ha conosciuta con i brufoli ed è tornato lo scorso anno brizzolato e con i figli al seguito. Qualcun altro probabilmente sta aspettando la pensione ricordando ancora quando si servivano panini col salame e il disc jockey metteva gli lp.

La Birroteca non vi aspetterà questa fine di agosto, ma siamo convinti che anche senza di noi saprete scovare musica e divertimento nella nostra città.

I ragazzi della Birroteca

 

 

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