Don Lorenzo: “A Natale ricordiamoci chi è il vero festeggiato e festeggiamolo”

Don Lorenzo: “A Natale ricordiamoci chi è il vero festeggiato e festeggiamolo”

Si respira un’aria serena, un frizzante, vitale mix caratterizzato da gioia di vivere… vivendo contemporaneamente la vita in modo appassionato.

E in ogni stanza della casa, aperta sempre a tutti, un Presepe, che il Natale è fondamentalmente amore e dono. Sì è veramente, come la sua casetta lascia del resto intuire, una persona speciale e fuori dal comune Don Lorenzo Roncali (fotografia di Michele Antonaccio, ndr), sacerdote sempre connesso, sul pezzo e Rock. E con lui, proprio mentre la polizia ha individuato i colpevoli delle scritte ingiuriose che lo scorso ottobre imbrattarono i muri vicini alla chiesa di San Bernardino, volentieri abbiamo scambiato quattro chiacchiere.

Siamo ormai immersi nelle festività natalizie, ma non corriamo il rischio di concentrarci troppo, se non esclusivamente, sulla loro essenza superficiale, commerciale, consumistica e appunto d’apparenza?

Occorre ricordare chi è il festeggiato e festeggiarlo con testa e cuore accesi. Il Natale è un po’ come un bel quadro e il vero significato non è nella cornice, concentriamoci nel e sul centro del disegno quindi. Poi per carità piace a tutti ricevere regali, lo stesso Gesù Bambino nascendo si dona a noi è il nostro regalo.

Impazzano e vanno ovunque corsi di yoga, meditazione e concentrazione. Anche entrare ogni tanto in una chiesa per pregare o interrogarci è una forma di meditazione, no?

Esattamente pensa che quando qui a San Bernardino lasciamo aperta la chiesa per 24 ore, notte compresa, beh c’è sempre qualcuno che entra e si ferma. Il gusto di guardarci dentro e ritornare a pregare va assolutamente riscoperto. E magari dovremmo essere anche noi sacerdoti a creare le condizioni perché ciò avvenga.

Recentemente mi è capitato di invitare alcuni adolescenti a riavvicinarsi, per così dire, al rito della confessione. Ebbene, questi prontamente hanno risposto positivamente alla richiesta.

Sei pronto a battere il tuo record dell’anno scorso in merito al numero degli auguri che invierai via messaggi col telefonino?

Ho tantissimi contatti e li considero una ricchezza… che ricordarsi ogni tanto di qualcuno mandano appunto un sms o un messaggino via WhatsApp o Messenger significa tenere vivi i rapporti oltre il virtuale… che il reale è sempre la cosa più importante.

Un pensierino sul cosiddetto Biotestamento?

E’ stata fatta una legge per colmare una lacuna, ma sotto tanti aspetti si è andato contro allo spirito del Vangelo. E si poteva fare qualcosa di diverso. Visito parecchio i malati terminali presso l’Hospice di Crema, prego per e con loro e sempre vedo, concedetemi la ripetizione, in …loro la voglia di vivere, di lottare per la vita. In questi centri l’assistenza è garantita, competente e preziosissima.

Le ingiurie, gli inviti ad andartene e le minacce che ti hanno scritto, recentemente, sui muri cosa ti hanno lasciato?

L’amarezza e il dolore sono stati ampiamente superati grazie alle testimonianze di affetto, vicinanza e partecipazione ricevute. Probabilmente gli autori di tali deplorevoli gesti hanno fatto una ragazzata. Io almeno la vedo così, non penso volessero minacciarmi sul serio, ma poi la cosa è degenerata.

Sei a San Bernardino da due anni, come vanno le cose in parrocchia?

Bene dai, ma c’è ancora tanto da fare e va riscoperta la dimensione e l’appartenenza alla comunità. Vedo comunque segnali incoraggianti e apprezzo quanti si mettono in gioco per dare una mano alla collettività.

Paradossalmente sui vai social in internet si respira, in particolare tra i giovani, parecchia solitudine. Che ne dici?

Il mondo virtuale non deve rappresentare il fulcro di tutto ed è fondamentale andare oltre, far sentire una vicinanza concreta e reale. Anche per questo invio messaggini e scambi di opinioni: è un modo per dire a quanti vogliono raccogliere l’invito … io ci sono. Pensa che con il giovane e promettente calciatore Alessio Militari, approdato recentemente alle giovanili dell’Inter, proprio via social è nata una conoscenza poi trasformatasi in amicizia vera, concreta, condivisa.

Stefano Mauri

 

 

 

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