27 Ott 2026, Mar

Dubrazil, Tokyo & Kaio tra fede, strada e riscatto in “Dio con me”

Non serve essere santi per cercare Dio. E Dubrazil, Tokyo e Kaio non provano nemmeno a sembrarlo. In “Dio con me”, il nuovo singolo scritto dai tre artisti e prodotto da keyoshin in uscita venerdì 9 ottobre, la fede non è una conseguenza del pentimento e non cancella gli errori, ma sta lì, nel mezzo, tra ciò che si è fatto e ciò che si vorrebbe essere, tra la paura e l’incoscienza, tra la sensazione di aver perso il controllo e quella, opposta, che qualcuno continui comunque a vegliare dall’alto.

Il tutto su un baile funk che evita di cambiare faccia per parlare di Dio: la produzione resta serrata, creata per colpire sul piano ritmico sin dal primo ascolto; eppure, in una traccia pensata per i club, si apre una domanda che con i club ha apparentemente poco a che fare: come si continua a credere quando non ci si sente affatto santi?

Ascolta su Spotify.

Per Dubrazil, “Dio con me” segna soprattutto un passaggio di maturità espressiva ed autorale. Dopo aver pubblicato “Dudu” per definire il punto d’incontro tra le proprie radici brasiliane e un percorso artistico cresciuto nella scena rap italiana, l’artista fa qualcosa di più interessante che replicarne l’impianto, mantenendo la stessa matrice e cambiando completamente ciò che le affida. Una mossa che permette al baile funk di non essere più un genere da presentare o rivendicare, ma lo strumento naturale attraverso cui l’artista può parlare di qualunque cosa viva. Anche di fede. Anche delle proprie paure. Anche degli errori che non intende nascondere. È questo, più di qualsiasi autodichiarazione, definizione o etichetta, il passaggio che distingue un’identità musicale da un semplice tratto stilistico o marchio sonoro, perché mostra, senza bisogno di affermarlo esplicitamente, che non basta avere un suono d’appartenenza: bisogna saperlo usare per raccontare cose diverse senza perdere sé stessi.

Se “Dudu” raccontava da dove viene, “Dio con me” comincia dunque a mostrare quanto può essere ampio il territorio che Dubrazil può occupare senza smarrirsi.

Il brano nasce in studio da una sessione condivisa, lontano dall’idea di una collaborazione assemblata a posteriori attorno ai nomi coinvolti. Dubrazil, Tokyo e Kaio si trovano nello stesso spazio creativo, scrivono insieme e lasciano che il pezzo prenda forma sulla produzione di keyoshin. Un’intesa immediata e spontanea in cui ogni voce contribuisce fin dall’inizio all’attitudine e alla direzione del pezzo.

(Visited 10 times, 10 visits today)