Ghislandi chiusura con Pipitone e un commosso ricordo di Mario

Ghislandi chiusura con Pipitone e un commosso ricordo di Mario

E così sta volando via anche la XXXI edizione del Festival Internazionale Pianistico Mario Ghislandi che si chiude domenica 16 novembre con il recital del pianista torinese Alberto Federico Pipitone, sedicenne, presente con un programma teso a illustrare un periodo di  circa due secoli, dal rococò al romanticismo.

Il grande fatto nuovo nella storia della musica per  tastiera, un fatto di smisurata imponenza, è la poderosa opera per clavicembalo di Domenico Scarlatti (1685-1757): 550 Sonate, in gran parte costituite da un solo tempo.  Ne ascolteremo tre che ci faranno apprezzare la folgorante genialità del musicista più rappresentativo , insieme a Vivaldi, dell’Italia musicale del Settecento.

La musica di Scarlatti è un iridato arabesco sonoro, creazione di fluide atmosfere, incisiva affermazione melodica e ritmica, toccante abbandono lirico, fiammeggiante vitalità.  –  Passiamo quindi alla Sonata Op. 21  n.53, di Beethoven, dedicata al conte Waldstein, detta anche  Aurora, per il suo carattere solare e fantasioso.

Va detto che le 32 Sonate di Beethoven costituiscono il più fedele documento della trasformazione che tale forma subì nella sua produzione..  -le innovazioni formali e stilistiche sono continue e costanti.. Beethoven non ripudia nessuna delle norme sulle quali si regge la sonata classica, però le rinnova e modifica incessantemente:lnvertendo l’ordine dei tempi, introducendo lo scherzo innovando il concetto di variazione.

Prima dell’ultimo brano sentiremo il delizioso Improvviso in Fa minore op142 n.2  del più viennese dei musicisti viennesi, Franz Schubert, noto per aver scritto quasi 600 Lieder, ma anche per sinfonie, sonate per pianoforte, violino, arpeggione; e chi non conosce il magnifico quintetto con pf “La trota”?

A chiusura del suo recital Pipitone ha posto la Ballata n.1 op. 23 in Sol minore di Chopin, splendida pagina ricca di suggestivi momenti, e non priva di passaggi virtuosistici impegnativi.  –  Dall’ascolto di ogni pagina di Chopin si capisce perchè è stato definito “il poeta del pianoforte”; anche quando crea momenti altamente virtuosistici i passaggi sono sempre sorretti da una viva ispirazione melodica , la tensione espressiva non viene mai meno..  Avremo dunque una serata piacevole densa di motivi affascinanti di alta qualità.

IL RICORDO

Mentre scrivo queste note provo una sensazione di disagio legata a un aspetto caratteristico di questa lodevole celebrazione: ho l’impressione che si dica sempre e solo dell’artista Ghislandi, del grande pianista, dell’ottimo musicista, trascurando completamente l’aspetto umano della ua figura. Non si dice mai della sua gentilezzza d’animo, ma solo della sua grandezza d’artista, mentre, per chi gli stava vicino, Mario sapeva essere affettuosamente partecipe anche dei fatti più quotidiani e ascoltava con amichevole cordialità i problemi e i sogni dei coetanei. Per questo mi sembra di dovegli dire ,oggi, “grazie” per la sua cara amicizia e per la dedizione con cui ha  condiviso i giorni spensierati dei vent’anni, senza mai far pesare a nessuno la grazia eccezionale del suo dono.

Eva Mai

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