Ghislandi, la Sehnsucht romantica di Federico Ercoli

Ghislandi, la Sehnsucht romantica di Federico Ercoli

Aria di kermesse domenica sera all’Auditorium Manenti per l’avvio del Festival Pianistico Internazionale Mario Ghislandi. Ha esordito Federico Ercoli, di 19 anni, con la Toccata N.2 in Do minore BWV 911 di J.S. Bach, in una lettura perfetta, ma forse un po’ acerba; il grande autore barocco richiede un approfondimento maggiore, che certamente Ercoli maturerà col tempo. Si è però potuto apprezzare l’alto livello della preparazione tecnica, decisamente buono.

Siamo quindi passati a tre compositori romantici primo tra i quali Franz Schubert, con la “Wanderer-Fantasie” in Do maggiore, Op. 15, D,760. – Il pezzo nasce come grandiosa elaborazione dell’omonimo Lied dell’autore stesso ed è articolato in quattro movimenti. – Ercoli ne ha dato una interpretazione infuocata e travolgente che ha conquistato la platea, ottenendo applausi scroscianti. – Montani diceva che le sonate di Schubert profumano di lavanda.

Tutta la Sehnsucht romantica è emersa con tenera chiarezza sotto le magiche mani di Federico, che ha saputo trasmettere tutta la ricchezza della pagina regalandoci profonda emozione. Non è stata da meno l’interpretazione di Schumann in “Waldszenen”, una delicata raccolta di nove pezzi molto diversificati con cui l’autore racconta una passeggiata nel bosco (tema prediletto dai romantici) che si conclude con l’Addio, brano struggente e nostalgico in cui la simbiosi con il fascino della natura sembra l’ evaporare lento e ineluttabile del sogno incantato.

Ed eccoci al terzo grande romantico, magiaro, il virtuoso del pianoforte per eccellenza: Ferenc Liszt. Per inciso va sottolineato che questo autore ungherese e R. Schumann sono stati i primi artefici di una più ampia conoscenza di Schubert, infatti includevano regolarmente i suoi brani nei loro programmi. – Liszt, l’estroso, l’eccentrico, il tombeaur de femmes, il geniale musicista che assimilava elementi della musica tzigana alle sue opere.

Di lui Ercoli ha dato una versione fiammeggiante della “Rapsodia N.12 in Do diesis minore S 244/12, suonandola con la grinta e la determinazione adatte all’ispirazione che anima il brano. Molto godibile e gradito al pubblico divertito dai virtuosismi funambolici dei motivi veloci e vivacissimi alla zona acuta della astiera e trascinato dalle atmosfere cupe delle ottave possenti alla mano sinistra. Si è concluso così il brillante concerto del pianista di Agnadello al quale, per l’occasione è stata consegnata una Borsa di studio dalla Banca Popolare da sempre sponsor della prestigiosa manifestazione.

Tanti applausi ancora e un breve, ma intenso preludio di Scriabin come bis. – Ricordiamo l’appuntamento di domenica prossima, 9 novembre, con Gabriele Duranti, la nuova star del pianoforte di 14 anni.

Eva Mai

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