I profughi cremaschi si incazzano Facebook si accende e la Caritas smorza

I profughi cremaschi si incazzano Facebook si accende e la Caritas smorza

Una manifestazione di protesta davanti alla Caritas di Crema, ieri mattina in viale Europa ha visto attori protagonisti una ventina di profughi, a maggioranza nigeriana, i quali hanno ritardato il loro ingresso, nella struttura, per seguire la quotidiana lezione di lingua italiana, come previsto dal programma di accoglienza.

Diversi i motivi del sit in di protesta. Dalla richiesta di inserire nel menù del pranzo quotidiano il pollo e il riso, a quella di avere denaro contante per l’acquisto libero di sigarette ed altre cose. Dopo circa un’ora di trattativa sotto lo sgaurdo vigile delle forze dell’ordine, i profughi protestanti sono rientrati nella struttura.

La Caritas in tarda serata ha diffuso un comunicato per quietare le acque, visto che gli organi di stampa ci si sono buttati a testa e la protesta è montata su Facebook in maniera esponenziale:

La Chiesa, attraverso la Caritas, si fa prossima a persone che vivono situazioni di fragilità e marginalità, indipendentemente dalla loro provenienza; lo stesso Papa Francesco ci ricorda costantemente che la Chiesa deve andare oltre le frontiere, “abitare le periferie” e tenere il passo degli ultimi. Per questo motivo il dovere dell’accoglienza resta un dovere primario e a 360°, anche quando diventa faticoso e, purtroppo, talvolta fastidioso.

Ma sull’altro lato della barricata il nervosismo è parecchio, il segretario della Lega Andrea Bombelli ha bollato la cosa come protesta irrispettosa rilascando il seguente comunicato:

La protesta di fronte alla Caritas di Crema da parte di un gruppo di immigrati che chiedevano un menu diverso e soldi per comprare le sigarette la trovo assolutamente irrispettosa nei confronti di tutti i cittadini italiani che con i soldi delle proprie tasse stanno mantenendo migliaia di clandestini. Infatti, ciascun immigrato costa alle tasche degli italiani circa 33 euro al giorno, il che significa 1.000 euro al mese per ogni persona che arriva illegalmente sul suolo italiano. Un costo assolutamente insopportabile per le casse dello Stato e per i cittadini italiani già vessati da un fisco canaglia.

 

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