I vini che si fanno ricordare della cantina Sgreva, gioiello del Lago di Garda

I vini che si fanno ricordare della cantina Sgreva, gioiello del Lago di Garda

E’ fare qualcosa che resti, che si faccia ricordare e … meglio ancora inviti a ritornare, (del resto, facciamoci caso: torniamo sempre in quei luoghi o in quei qualcosa che ci hanno lasciato un bel ricordo, no?) probabilmente la mission essenziale che anima quanti operano in campo enogastronomico (e non solo). Ecco, assaggiati e studiati, i vini della Cantina Sgreva (www.sgreva.it), grazie alla passione appassionata dei giovani titolari Giacomo e Vanessa (terza generazioni di illuminati produttori che guardano avanti senza perdere di vista le origini), meravigliosamente rispondono a questa bella regola: degustare per credere. Nel frattempo abbiamo scambiato due parole con Vanessa, Donna dei conti (e del Vino Italico) con un animo romantico, creativo e … sensibile. Giacomo, da buon agrotecnico, si occupa “di…vinamente” della parte prettamente agrotecnica.

Il tuo vino preferito?

Il Desiderio e il Rosabèl.

Il piatto?

Pastasciutta alla carbonara.

Sirmio, Eufrasia, Anthea, Libèr, Perlage, Desiderio, Rosabèl, Etereo: questi i nomi dei vostri vini prodotti a Lugana di Sirmione e dintorni nei vostri 18 ettari vitati. Chi scegli i particolarissimi nomi da affibbiare poi alle bottiglie?

Io, ma non chiedetemi come avviene la scelta: è un meccanismo quasi inconsapevole che scatta nella mia mente dopo il primo assaggio, oppure mentre penso al vino che vorrei.

E i tuoi prediletti, vale a dire Desiderio e Rosabél da dove … per così dire, arrivano ?

Allora essendo un Chiaretto, un Rosato ottenuto da uve Groppello, Marzemino, Sangiovese e Barbera il nome della bottiglia è un omaggio appunto al bello del rosa, al bello di essere donna. Desiderio semplicemente perché il Turbiana, nella fattispecie spumantizzato, beh si fa bere bene (confermo), si fa desiderare.

Il tuo sogno nel cassetto?

Fortunatamente mi alzo tutte le mattine felice perché faccio il lavoro che adoro grazie ai nostri genitori che ci hanno lasciato la cantina, la realtà vitivinicola che per loro era fondamentalmente una bella passione. Che altro potrei desiderare? Ehm … sì allargarci sarebbe una conquista, ma innanzitutto io e mio fratello sogniamo che la gente ritorni ad acquistare i nostri vini, oppure che ripassi anche solo per scambiare quattro parole o un sorriso. E quando qualcuno ritorno mi sento realizzata.

Nonostante il disciplinare consenta anche di agire diversamente producete Lugana esclusivamente con uve Turbiana in purezza…

La nostra idea di enologia è che bottiglia e bicchiere offrano, rispecchino ciò che il territorio offre e presenta.

Dietro un vino c’è sempre una storia e quella di Sgreva e della famiglia Giupponi è uno spaccato vero, stupendo, variegato e sincero di sentimenti familiari tipici della sana provincia italica. Vini magnificamente sociali e (fortunatamente) poco social, Lugana (emozioni pure), Chiaretto (atipico il Rosabèl per la zona geografica in questione, ma … magnifico al palato) e il Rosso (incanta, non stanca è Storia che … eterea resta e rimane) sì, frutto dell’amore, lavoro e passione, magnificamente si fanno ricordare. Degustare per credere e … soprattutto, aspettando arrivino la Riserva dell’Etereo (promette benissimo) e il lifting alle etichette, chapeau!

 

P.S: la giovanissima, brillante enologa Chiara Pagani (a breve intervista con lei) da Mozzanica, per caso incontrata sul treno in un indimenticabile mercoledì d’aprile tipicamente da Vinitaly ci ha fatto conoscere Sgreva. Grazie! E ora conosciamola insieme questa bella Eccellenza del Garda e del fare, no?    

 

Stefano Mauri

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