Il Cicloriparatore Pazzo Graziano Bossi da Trescore Cremasco menzionato pure da Ciab, il club delle imprese amiche della bicicletta 

Il Cicloriparatore Pazzo Graziano Bossi da Trescore Cremasco menzionato pure da Ciab, il club delle imprese amiche della bicicletta 

Ciab, il Club delle Imprese Amiche della Bicicletta (www.ciab.it), è l’associazione che mette in rete aziende, enti locali, professionisti, associazioni, cooperative, consorzi, operatori turistici e ogni altra tipologia di operatore economico, amministrativo e sociale che intendano sviluppare attività in favore della bicicletta nel quadro di una politica della mobilità sostenibile rivolgendo le loro attività in questo senso ai propri dipendenti, ai loro clienti e alla cittadinanza.

Queste realtà hanno a cuore l’importanza della mobilità sostenibile e vogliono unirsi in associazione per sostenere FIAB Onlus e per sviluppare alcuni servizi comuni.

Il Club comunica tramite il sito dedicato l’elenco delle imprese aderenti e tutte le azioni in favore della ciclabilità e della mobilità sostenibile compiute dalle aziende in favore dei loro dipendenti, dei clienti o della comunità.

Ebbene, Ciab.it, all’attività (vendita, noleggio e assistenza di biciclette tradizionali e avveniristiche) del mitico Graziano Bossi, meglio conosciuto come il Cicloriparatore pazzo, ha dedicato un bello spazio…

Una tradizione di famiglia a due ruote, che va avanti da oltre 60 anni. È nato tutto con un negozio a Trescore Cremasco: la saracinesca in via Stefano Pavesi, nel piccolo comune lombardo, si alzò per la prima volta nel lontano 1960. Poi ci hanno pensato figli e nipoti a portare avanti quel progetto, aggiornandosi e innovando ma sempre nel rispetto della storia e delle origini. Ora quella dei “Fratelli Bossi” è una realtà consolidata nel territorio: la sede è in via De Gasperi 5, ma le loro bici – e il furgoncino per l’assistenza del “Cicloriparatore pazzo” Graziano – viaggiano nell’intera zona, seguendo un itinerario da film. 

Proprio il cinema, infatti, ha contribuito a valorizzare ulteriormente il territorio: merito di “Chiamami col tuo nome”, il film diretto da Luca Guadagnino, che ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui un Oscar per la miglior sceneggiatura non originale. È girato tutto in provincia di Cremona e, dopo il successo al botteghino, ha trasformato la zona in una meta turistica invidiabile. 

Non che prima – tra borghi, castelli, chiese e percorsi mozzafiato –  l’offerta fosse meno allettante, ma è indubbio che il film abbia dato nuova linfa al turismo. E, ovviamente, al cicloturismo su cui i fratelli Bossi avevano già ampiamente investito. “Abbiamo il merito di essere stati lungimiranti. Abbiamo creduto nel cicloturismo, proponendo un servizio di noleggio di e-bike e il successo del film ci ha trovato pronti”, spiegano i titolari, che le riprese le hanno seguite da molto vicino. “Scene clou del film come il bacio e la prima pedalata in bicicletta dei protagonisti sono state girate a poca distanza dal nostro punto di noleggio. E tanti sono i turisti che ora vengono a visitare le location del film, per rivivere quelle emozioni”. 

La richiesta crescente di bici ha anche condizionato le scelte aziendali. “C’è stata così tanta domanda che abbiamo dovuto integrare la flotta di e-bike con alcune bici muscolari destinate a un target più giovane e sportivo”. 

Noleggio bici e itinerari ad hoc, ma non solo. Perché quella dei Fratelli Bossi è anche una vera e propria officina per le due ruote, con assistenza, pezzi di ricambio e cura delle biciclette “ammalate”.  Per seguire quella “rivoluzione verde che arriverà, per forza di cose, quando andare in bicicletta sarà una scelta intelligente, sostenibile sul piano economico e ambientale, elegante e chic”.

stefano mauri

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