Il Corra (Nottologo dello Zang che fu e non solo) racconta la… “Notte a Crema”

Il Corra (Nottologo dello Zang che fu e non solo) racconta la…  “Notte a Crema”

Ci vorrebbe e magari prima o poi la organizzerò, una bella serata che riveda la funzione del locale notturno nell’area cremasca, pensato non solo come punto di ritrovo prima della discoteca, per la dose di alcool, ma il locale dove … passare la serata. Crema tra gli anni Novanta e Duemila attirava gente da fuori e i cremaschi rimanevano in città perché la stessa, viste le diverse tipologie di locali presenti, accontentava tutti in ugual misura tanto che il cremasco era definito la “Milano Marittima” della Lombardia. Come Zang avevamo la possibilità, attraverso le tessere, di monitorare la provenienza delle persone e a titolo informativo, le provenienze della clientela era così distribuita:

40% Crema e cremasco

10% Cremonese

20% Bergamo e provincia

10% Lodi

10% Milanese

10% Milano.

Dicevo che il locale non era mordi e fuggi ma, i diversi Disco Bar (parola coniata con la nascita di “Ora di Vetro”) proponevano “eventi” e serate che sono diventate storiche e hanno permesso di svecchiare e a volte “aggredire” il perbenismo e la mentalità conservatrice di una cittadina provinciale: se si pensa ad esempio al fatto che Zang ha proposto spettacoli en travesti a Crema, prendendo spunto dal Plastic di Milano (cui spesso era paragonato) hanno sicuramente fatto scalpore in quegli anni. Alcune serate poi erano dei must: il mercoledì dello Zanzibar, la domenica dei Paparazzi, il venerdì dello Zang, mentre il sabato era il giorno che riempiva ogni locale di Crema, piccolo o grande.

I locali cremaschi degli anni 90/2000 sono stati inoltre importanti per diffondere la musica “alternativa”. In una cittadina così provinciale e distante dal panorama milanese la musica non era particolarmente “sentita”. Prima dell’avvento dei disco pub, nei bar, la musica era assente o perlopiù veicolata attraverso la radio e, per ascoltare la musica, oltre ai live molto in voga in estate, era necessario rivolgersi alle discoteche che chiaramente proponevano un programma musicale limitato e commercialmente adeguato.

Il disco pub invece fa conoscere la musica “alternativa” e ad alto volume permettendo la nascita di numerosi DJ locali che, lungimiranti, hanno fatto ballare migliaia di giovani con musiche da “club” d’oltralpe, rendendo popolari generi musicali di nicchia quali il Dark, il Grounge, l’Elettronica ecc.

Altra caratteristica che ha fatto vivere e resistere i locali anni 80/90 era l’essere intergenerazionali: le età erano miscelate e la vecchia generazione, di anno in anno, lasciava il posto alla nuova garantendo un ricambio che assicurava lunga vita al locale.

Ma che cos’ha “ucciso” i locali degli anni 90/2000? Forse la chiusura di molti di questi per causa diverse, forse la crisi economica che stava sopraggiungendo con la fine del 2000 e il “saggio” popolo della notte ha preferito rinunciare al superfluo, forse la caccia alle streghe legata ai punti patente… sta di fatto che ad ora, muoversi nella notte a Crema (ed in altre città italiane), è diventato un po’ come aggirarsi fra vicoli popolati di fantasmi del “vecchio popolo della notte” con bicchieri di Drink ghiacciati, e le nuove generazioni, in giro spersi senza “fissa dimora”.

Il Corra, vale a dire Corrado Barbieri

 

 

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