Lo sviluppo del territorio Cremasco fino al 2050 secondo Matteo Piloni

Lo sviluppo del territorio Cremasco fino al 2050 secondo Matteo Piloni

Di seguito il testo del mio intervento sul “Il Nuovo Torrazzo” di sabato scorso in merito al futuro del territorio cremasco e la strategia per un suo sviluppo. E’ un po’ lungo, ma se avrete pazienza di leggerlo, poi ditemi cosa ne pensate.

Matteo

 

Ecco di seguito il pensiero di Matteo Piloni sulla Crema e il Cremasco che cambiano, nel frattempo prosegue il piano di ricerca dell’intera provincia di Cremona che … verrà affidato, dall’Associazione Industriale allo Studio Ambrosetti…

 

DOBBIAMO PENSARE CON AMBIZIONE AL TERRITORIO CREMASCO GUARDANDO AL 2050.

 

Se c’è una cosa che in questi primi mesi in Regione mi hanno confermato è che un territorio “cresce” se è unito. La disgregazione e le singole voci non vanno da nessuna parte.

Partendo da questo semplice ma non scontato aspetto, risulta evidente che il futuro del territorio cremasco passa dalla sua capacità di definire una strategia di sviluppo condivisa.

Una strategia che necessita di luoghi e contenuti solidi e riconosciuti. Una strategia che necessita di qualità.

Io sono tra coloro che pensa che il Comune di Crema, in questi anni, abbia saputo contribuire con efficacia nel “tenere insieme” il territorio. Ma Crema non esiste senza il cremasco, e il cremasco non esiste senza Crema.

La forza del cremasco sta in questo, e per quanto si facciano sentire anche da noi le sirene della divisione, oggi più di ieri è il tempo per mettere in campo quella capacità di unità che può far crescere un territorio, migliorando la qualità della vita di chi ci vive e di chi sceglie di investire.

Gli strumenti li abbiamo. Scrp, Reindustria Innovazione e Comunità Sociale devono diventare gli unici riferimenti operativi dei Comuni, attraverso i quali fare espletare le procedure di appalto, partecipare ai bandi, migliorare i servizi alla persona, costruire la strategia di investimenti e pianificazione di territorio.

Attraverso di loro i Comuni, le Associazioni e le Imprese possono e devono costruire una visione del futuro. Per questo vanno potenziati e per questo vanno prese in fretta le decisioni conseguenti. Tra soli due anni sarà tardi.

Ci sono due dati importanti che non dobbiamo dimenticare: la crescita demografica e la vicinanza con Milano.

Il cremasco dal 2001 al 2016 ha avuto una crescita demografica del 7% rispetto al resto della Provincia. Ci sono altri territori dove la questione demografica è una grossa criticità. Complice di questa crescita è la vicinanza con Milano.

Su questi due aspetti dobbiamo costruire la nostra idea di sviluppo.

Un’idea di sviluppo che necessita di infrastrutture: il completamento della Paullese con il ponte di Spino d’Adda va presidiato; il potenziamento del sistema ferroviario è necessario; la riqualificazione della ex Bergamina; le infrastrutture tecnologiche (il progetto della fibra di Scrp); un progetto di reti ciclabili territoriale che punti sia all’ambiente che alla sicurezza.

Infrastrutture che servono alle persone ma anche alle imprese e che qui possono crescere ed essere competitive. La presenza delle Meccanica e della Cosmesi è un dato reale, ma non può essere dato per scontato. Dobbiamo puntare ad un loro rafforzamento (creazione del Cluster), consapevoli che la sfida riguarda l’innovazione e le nuove tecnologie. E allora dobbiamo puntare sulla conoscenza, investendo sulla formazione e la ricerca attraverso il rilancio del Polo Informatico ex Olivetti che, nell’accordo del 1993, viene definito di “ valenza regionale”, dando a questo Polo una nuova veste. Non un mantenimento, ma un nuovo insediamento che metta al centro quella Ricerca Operativa che avremmo dovuto cogliere come opportunità anni fa (speriamo non sia tardi!).

La competitività passa anche attraverso la pianificazione urbanistica, e qui dobbiamo puntare sul consumo di suolo zero, sul recupero dell’esistente (rigenerazione urbana), sull’abbattimento delle emissioni e investimenti energetici. Aspetti sui quali la regione può e deve fare molto e sui quali il mio impegno sarà massimo.

Tutti aspetti che hanno a che fare anche con l’agricoltura, caratteristica fondamentale del nostro territorio e che dobbiamo contribuire a rafforzare, puntando a migliorare l’attività gastronomica e, in genere, l’industria agroalimentare.

Infine l’Acqua, una caratteristica fondamentale del nostro territorio che dobbiamo saper valorizzare al meglio.

Tutti questi aspetti, che sono sicuramente “ambiziosi”, sono anche alla nostra portata e soprattutto sono collegati tra loro nel creare una visione di territorio che sappia ritagliarsi il proprio posto nel mondo e che guardi al 2050.

Sono obiettivi che possono essere perseguiti se saremo in grado di condividerli facendo squadra, investendo sugli strumenti che abbiamo e, soprattutto, alzando lo sguardo dalla punta delle nostre scarpe.

 

Matteo Piloni

Consigliere regionale

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