Mauro e la sua Micra, in via Mazzini è vietato il transito ai Piemontesi

Mauro e la sua Micra, in via Mazzini è vietato il transito ai Piemontesi

Ero li che raccontavo ai biscotti Galbusera qualche storiella divertente sul conto di Ezio Greggio  quando mi accorgo che comincia a crescermi del grano sul pavimento della cucina…io accetto la cosa di buon grado e comincio a fare delle piccole capriole in senso antiorario per farmi venire una buon idea. Dopo quasi cinque minuti decido di sedermi in terra per godermi il panorama. Appena mi siedo dal grano vedo sbucare due talpe che reggono una foto di sergio Japino. Io allora gli offro un po’ di pane duro dei conigli e ci mettiamo a parlare del piu’ e del meno. Suonano alla porta io con una postura molto dritta vado ad aprire alla porta e davanti mi trovo un uomo dall’accento veneto con i connotati di un misterioso Sergio Japino. Le talpe mi dicono noi te lo avevamo detto e scompaiono emettendo il suono di una pergamena che si srotola.

Io sorrido e raccolgo tutto il grano. LoJapino mi sfida a citare a memoria almeno dieci giochi da tavolo della Ravesburger….io non ci riesco allora mi ricatta … mi dice che se non svolgo una missione per suo conto mi ruba tutto il grano.

Io allora mi svuoto le tasche da tutti i sentimenti e lo guardo con un innata spregiudicatezza…lui capisce di che pasta sono fatto e scocca un dardo verso la foto di Pamela Prati che tengo sul frigorifero.

Io impaurito accetto le sue condizioni. Dopo avermi dato un bacio ed una lista scritta con un pastello carandage decido di prendere la micra e svolgere il difficile compito che gravava sul mio capo .

La missione non era delle piu’ facili convincere una donna sui quaranta di origini piemontesi a dire la parola “delfino” e come se non bastasse farmi accarezzare il viso da un meccanico brianzolo…

Arrivo in centro e subito vengo preso dallo sconforto mi accorgo che in via Mazzini c’è un cartello vietato il passaggio a veicoli a trazione animale e alle pesone di origine piemontese.

Allora comincio a mettermi le mani in tasca fortissimo fino a rimpermi la fodera dei pantaloni e comincio a piangere. Mi si avvicina una donna e mi dice di non fare cosi. Che sembro un mammone a piangere alla mia eta’. Io allora le dico meglio essere un mammone che un mammifero..

Lei ride e mi dice se voglio andar a casa sua a mangiare. Allora io per non essere scortese decido di farla pungere da delle api che nel frattempo eran li a ronzarmi vicino. Lei mi ringrazia e prendiam la micra e andiam da lei.

Mi dice che va a mettersi in libertà e torna vestita da tutancamon. Io allora impreco sottovoce con fare contadino. Mi porta della bagna cauda … io allora decido di invaghirmi di lei e provo a soffiarle nell orecchio e lei mi dice che quello è il modo di accoppiarsi dei delfini… Il suo accento piemontese scocca nella stanza come un colpo di alabarda.. Allora io decido di assaporarmi quell’istante. Subito dopo sornione come un tarlo dalla porta entra un uomo brizzolato come solo i brianzoli sanno fare…Indossa una tuta da meccanico si avvicina alla donna i due si scambiano effusioni d’amore ripetute che sfociano in un turbine di sesso…io rimango li seduto e faccio finta di niente .. la donna decide di diventare madre in quel momento allora io decido di tagliare la corda dicendo che devo andare a fare il tagliando alla mia micra….L’uomo si irrigidisce e dopo aver cantato le prime due strofe di Vamos a bailar di Paola e Chiara mi accarezza il viso e mi dice che la mia Micra me l’ha gia aggiustata lui prima di salire in casa. Io lo ringrazio e comincio a saltare una staccionata che avevano li in salotto…  Solo allora mi accorgo che come per magia la mia missione era compiuta.

Decido allora di ricambiare il favore e chiedo alla coppia di seguirmi a casa mia per assaggiare un po’ del Nocino che preparo nei momenti difficili e loro accettano.

Arrivati a casa mia Japino si congratula con me.. Mi fa sedere sulle sue ginocchia e mi spiega che mi ha fatto fare tutto quello per portare li la coppia. Praticamente ha ideato un nuovo format televisivo, dove donne piemontesi e meccanici brianzoli per una settimana vanno a convivere con una coppia di talpe in una casa piena di grano. Io fingo di non capire. Ma morale della favola la mia casa è diventata lo studio di questa nuova trasmissione e io non rientro nei Loro piani.

Decido di andare a dormire per qualche tempo vicino al frigo delle torte di Samanni.

Leggo sul giornale che il programma ha avuto un ottimo riscontro di pubblico e di critica quindi ho paura a tornare a casa. Dopo quasi 5 mesi torno a casa e non trovo nessuno. Entro mi denudo e comincio a fare il cambio armadi. Quando un postino appollaiato nelle ante dove tengo le camice mi consegna un telegramma firmato japino.

Lo leggo fingendo parsimonia. Il telegramma mi dice che in realtà la sua idea di format era fare uno scherzo a una persona … allestire un simpatico teatrino in casa sua per fargli perdere le staffe…ma che dopo mesi io non sono tornato a casa e allora hanno deciso di chiudere la trasmissione. Mi saluta e mi invita a recarmi in tribunale per una causa che mi lascerà in brache di tela. Io mastico amaro e decido di sedermi a gambe incorciate fino al giorno del processo.

Il domani non mi sembrava piu’ tanto roseo ma dalla mia parte avevo una nissan micra e un cabaret di cannoncini allo zabaione….bratto della presolana non era cosi lontano…dopotutto c’era ancora qualche bagliore di speranza… chiusi gli occhi e cominciai a sognare.

 

                                                                                                             Dedicato alla MPM la mia               fabbrica di brioches preferita chiusa quando ancora facevo le scuole medie.

Luc Merenda

 

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