A volte ritornano, tipo il rock alla Festa dell’Unità, visto che alla Birroteca oramai sta solo nel nome

A volte ritornano, tipo il rock alla Festa dell’Unità, visto che alla Birroteca oramai sta solo nel nome

Lo scorso anno chiudevo il pezzo di critica alla Festa dell’Unità centrale con una domanda: sono cambiato io o sono cambiati loro? Il succo era la provocazione che diceva che la kermesse una volta popolare era diventata una sorta di fiera del renzismo plasticoso.

Ieri abbiamo anticipato qualcosina del programma dell’edizione 2015, in scena dal 21 agosto al 2 settembre come da tradizione a Ombrianello. Ma la cosa più gustosa l’abbiamo scoperta dopo la pubblicazione del pezzo e ci fa dire: ma allora ci leggono e ci prendono in considerazione i piddini.

Succosa novità dell’edizione 2015 è uno spazio, di cui non sappiamo ancora il nome, ma che si muove nella direzione del recupero di un pubblico che era stato del tutto snobbato negli anni scorsi, quello che tira tardi, che caccia i soldi, che fa aggregazione: quello dei quarantenni.

Per farla breve, diamo la notizia poi spazio alla considerazioni, il nuovo spazio (gestito pare da alcuni pub cremaschi, ci danno per certo il Prince Tower’s) si troverà appena dentro la kermesse sulla destra e proporrà una programmazione musicale che sarà un po’ contraltare a quella oramai incomprensibile (per chi ha più di 25 anni) della Birroteca.

Ergo: si torna al rock, un rock che abbia senso. Della presenza dei Bitolsi avevamo gia accennato ieri. Confermata la serata con la tribute band dei Beatles. Ma ci saranno i Toto Town, Ambra Marie, L’Errore (tribute band dei Subsonica)… Speriamo anche qualcosa che punti al pubblico metal, presentissimo in città e snobbato da anni.

Quindi questo nuovo spazio si pone in una terra ricca e di nessuno, ad Ombrianello. I giovani indie della Birroteca da qualche anno a questa parte propongono una programmazione incomprensibile (per me eh, sia chiaro) che ha fatto fuggire dallo spazio storico chi l’aveva sempre tenuto in vita, gli amanti delle sonorità rock (vere).

I primi nomi che abbiamo scovato ieri e vi abbiamo proposto sembrano confermare questa direzione. Personalmente non avevo mai sentito nominare prima di ieri: Ioshi, Zeman, Natural Dub Cluster, Selva… Dal poco che ho letto in rete non credo che correrò a sentirli.

Dall’altra parte c’era Trame di terra, indirizzato al pubblico snobbone e politicamente corretto. Una programmazione che in fatto di noia è superata solamente dai dibattiti degli amici rifondaroli. Dico c’era perché pare che non ci sarà più. Ma questo lo vedremo appena inizieranno a circolare i programmi in città. Conoscendo le tempistiche è questione di giorni.

In mezzo noi. Quarantenni, non eccessivamente politicizzati, non eccessivamente amanti del liscio e delle bancarelle. Gente che dopo una giornata di lavoro vorrebbe una birra e delle note di chitarra distorta. Dimenticati.

Ora non la farò lunga. Visto che lo spazio sarà gestito da dei locali, visto che questo è un pubblico interessante, è ovvio che trattasi di operazione di marketing. In via Bacchetta non sono certo dei deficienti. Mancava questa propota, il pubblico c’è, l’emorragia di pubblico della Birroteca è li da vedere (poi i giovani indie si incazzeranno con me, ma oramai ci ho fatto il callo) pronti a proporre una cosa nuova.

Ma sono contento lo stesso. Da due anni a questa parte dedicavo, con malavoglia, due tre sere alla kermesse che era diventata per me respingente. Quest’anno probabilmente riuscirò ad esserci di più. Non il 29 agosto quando secondo qualcuno dovrei condurre la presentazione di un romanzo. Ma visto che l’autore mi ha avvertito a cose fatte (gli avevo chiesto di farmi sapere le date) approfitto per digli: amico (anzi cugino)… la sera del 29 agosto sono al Carroponte di Milano a sentire Marlene Kuntz e Post Csi. Sempre sulle tracce del rock… appunto.

Emanuele Mandelli

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