Sanremo, prima serata fiume. Le pagelle di Emanuele. Dance, pop e qualcosa d’altro

Sanremo, prima serata fiume. Le pagelle di Emanuele. Dance, pop e qualcosa d’altro

Ho provato a dare le pagelle in diretta. Ma a tre quarti della serata fiume ho gettato la spugna crollando miseramente. Il recupero è partito stamattina all’alba grazie ai video delle esibizioni sul canale You Tube della Rai.

La serata è partita alle 20.44 in punto  con la fanfara dei Carabinieri e con il mini monologo di Marco Mengoni. Poi Amadeus da il via alla gara. Sono 30 in gara e l’orario previsto di fine serata sono le 2.18. I primi 4 per le 21.20 sono archiviati. Senza infamia e senza lode. Ma si sa la prima sera è sempre così- Il siparietto di Ibra strappa qualche sorriso. “Quanti gol ha segnato Mattarella?”.

  • 1) Clara – Diamanti Grezzi, primo pezzo e primo tunz tunz in cassa dritta. Il pezo è sicuramente destinato a crescere. Lei èarte emozionata e prende a sua volta sicurezza. VOTO 6
  • 2) Sangiovanni – Finiscimi, nel promesso Festivalbar Sangio non c’è. Il suo è un pezzo paradossalmente sanremese. Da risentire. VOTO 5,5
  • 3)  Fiorella Mannoia – Mariposa, standing ovation per la Mannoia che spagnoleggia. Ma il pezzo rimane sin da subito anche se è decisamente di vecchia concezione. VOTO 6
  • 4) La Sad – Autodistruttivo, fanno i punkettoni ma paiono i Beehive. E vomitano anche l’anima. Il messaggio sul tema dei suicidi giovanili però è sicuramente nobile. VOTO 5.5
  • 5) Irama – Tu no, il secondo pezzo classicamente sanremese dopo Sangio. Irama urla, quasi sempre. Che sappia cantare è indubbio. Ma sembra sempre un Mengoni minore, e arriva dopo il Mengoni vero. VOTO 4
  • 6) Ghali – Casa mia, finalmente un pezzo di impatto. Tanto sicuro da sembrare un ospite. Pezzo articolato ma di immediata presa. VOTO 8
  • 7) Negramaro – Ricominciamo tutto, Sangiorgi fa Sangiorgi. I Negramaro fanno se stessi. Ad alcuni piacciono. A me sinceramente no. VOTO 5
  • 8) Annalisa – Sinceramente, mi sento scossa ah, ed i Prozac + per un attimo sono sul palco dell’Ariston. Il pezzo tormenterà alla grande le radio e va sicuramente sul podio (e almeno 3 frasi da meme e da post ). VOTO 7.5
  • 9) Mahmood – Tuta gold, vestito come Bob Geldof nel film The Wall. Il pezzo ha quel ritmo saltellante che prende. Lo slang giovanile potrebbe essere un ostacolo. Ma credo che girerà molto VOTO 6.5
  • 10) Diodato – Ti muovi, tenta il bis con un altra ballata a crescere. I ballerini e il coro gli danno un tocco in più. Ma non è l’anno delle ballatone. VOTO 6
  • 11) Loredana Bertè – Pazza, sempre sull’orlo della deflagrazione la porta a casa come sa fare lei. Sbragata e rock. VOTO 7.5
  • 12) Geolier – I p’me, tu p’te, si parlava di uno dei candidati alla vittoria. Ma il pezzo non è per nulla incisivo. E lui poco carismatico. Ma da risentire. VOTO 6
  • 13) Alessandra Amoroso – Fino a qui, elegante, sinuosa, sanremese. Si nota poco anche la sua voce così caratteristica. Anche lei punta al podio. VOTO 6.5
  • 14) The Kolors – Un ragazzo una ragazza, funkettino, tormentone terrificante. Forse più di Italodisco. La canti da subito. VOTO 9
  • 15) Angelina Mango – La noia, la più seria candidata alla vittoria. Un po’ balcanica, un po ipnotica, un po’ orientaler. Carismatica. VOTO 9
  • 16) Il Volo – Capolavoro, piacciono alle mamme e alle nonne. E piacciono, chissà perché, in Europa. Fanno quello che fanno da sempre. Noia. VOTO 5
  • 17) BigMama – La rabbia non ti basta, bello sparato. Melodia e grinta. La rabbia appunto.  VOTO 6
  • 18) Ricchi e Poveri – Ma non tutta la vita, in versione grande pacco regalo iniziano citando se stessi. Sembrano divertirsi tantissimo. Cantano di speranze e disiscanti e ballano. VOTO 7
  • 19) Emma – Apnea, altro pezzo dalle cadenze dance mi ricorda qualcosa altro. A questo punto mi chiedo se paradossalmente quest’anno visti i tanti pezzi in stile estivo non funzioneranno di più le ballate. Ma Emma rimane godibile. VOTO 6
  • 20) Nek e Renga – Pazzo di te, la quota milf confeziona la classica canzone di Sanremo partenza lieve poi a salire con orchestra e testo urlato. Acqua fresca che passa e va. VOTO 5
  • 21) Mr Rain – Due altalene, parte al pianoforte. Sulle spalle l’inaspettato exploit dello scorso anno che è un fatto che sicuramente segna. Le due altalene sul palco ci sono. Quando si alza un minimo di rap lo tenta. Ma il pezzo tra violini e messaggio strappalacrime non convince. VOTO 5
  • 22) Bnkr44 – Governo punk, ma è ancora tempo di boyband? Fanno i balletti e tentano il ritornello a presa facile che se non stai attento lo canticchi e sei fottuto. VOTO 6.5
  • 23) Gazelle – Tutto qui, ma che bravo. Ballatona pianistica. Sanremese si ma che sta nell’ambito indie da cui proviene. e ha echi betlesiani (o di Oasis) nei contrappunti di chitarra. VOTO7
  • 24) Dargen D’Amico – Onda alta, ci riprova con una Dove si balla 2.0 con un ritmo elevatissimo. Forse salirà quest’onda. Per ora è un’ondina. VOTO 6
  • 25) Rose Villain – Click boom, madonna che cazzo di fascino. La canzone tra onomatopee e citazionismo rimarrà di  certo. VOTO 8
  • 26) Santi Francesi – L’amore in bocca, sentita. Dopo 5 minuti dovevo scrivere la pagella e non la ricordavo più. Non deone bene. VOTo 5
  • 27) Fred De Palma – Il cielo non ci vuole, non fa reggheton ma è un pezzo superfluo lo stesso. VOTO 4.5
  • 28) Maninni – Spettacolare, arriva tra i big da sconosciuto ed ha un pezzo che lo lascerà in quella categoria. VOTO 4
  • 29) Alfa – Vai!, inafferrabile tra echi di Modena City Ramblers e cose di plastica. VOTO 5
  • 30 )Il Tre – Fragili, perchè Mr Rain è tornato sul palco? VOTO 3
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